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mercoledì 15 febbraio 2017

Il “muro” anti-immigrati Europeo contro la Libia: perchè non indigna nessuno?

Il prossimo passo europeo nella sua controversa gestione della crisi dei rifugiati è cercare di trasformare la Libia in un muro di contenimento dell’immigrazione africana. L’UE ha deciso di affrontare il flusso migratorio del Mediterraneo centrale estendendo in pratica il suo confine meridionale alla Libia, che sarà il prossimo centro d detenzione e deportazione delle persone nei loro paesi d’origine.


E’ una di quelle decisioni adottate al Vertice della Valletta (Malta) lo scorso 3 febbraio che è stata relegata in secondo piano, in termini di attenzione da parte dei media, perchè oscurata dalle dure dichiarazioni del Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che lo ha accusato di “demagogia” e di rappresentare una “minaccia per l’Unione europea” parlando del blocco all’immigrazione da sette paesi imposto dal presidente degli Stati Uniti. Ironia della sorte, al il tempo stesso, i paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato una dichiarazione il cui intento è impedire l’ingresso in Europa dei flussi migratori dal sud. Si destinano non meno di 130,8 milioni di euro per il progetto di convertire la Libia nel confine meridionale dell’Unione europea.

Gli Stati firmatari spiegano in questo modo la propria dichiarazione di Valletta: “Date le centinaia di persone che hanno già perso la vita nel 2017 e con l’arrivo della primavera, siamo determinati a prendere ulteriori misure per ridurre in modo significativo i flussi migratori lungo il percorso del Mediterraneo centrale e distruggere il modello di business dei trafficanti, a guardare mentre le rotte del Mediterraneo orientale e altre vie. Intensificheremo la nostra cooperazione con la Libia come paese di partenza, così come con i suoi vicini del nord Africa e l’Africa sub-sahariana “.

Alla polemica generata da questa strategia si aggiunga che la Libia è uno Stato fallito, immerso nel caos e nella violenza interna, un Paese che “non garantisce i diritti umani e dove non vi è alcuna protezione internazionale efficace”, come indicato dalla Commissione spagnola per gli aiuti per i rifugiati (CEAR). Secondo la stessa UE, circa 1,3 milioni di persone sono in emergenza umanitaria in Libia.

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