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martedì 31 gennaio 2017

Strage Viareggio, Mauro Moretti e Michele Mario Elia condannati

Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, e Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, sono stati condannati a 7 anni di carcere in primo grado per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Un breve applauso ha salutato, dopo qualche minuto dalla lettura, la sentenza al processo della strage di Viareggio, dove tutti i familiari hanno ascoltato le parole del giudice in religioso silenzio. I familiari delle vittime infatti hanno deciso che non rilasceranno dichiarazioni fino al 1° febbraio, mentre l’allora sindaco della città ha parlato di “sentenza che dà conforto”.

Il 31 gennaio è iniziata la lettura della sentenza per il primo grado del processo della strage di Viareggio, l’incidente ferroviario in cui morirono 32 persone, tra cui diversi bambini. Il processo vede 33 persone imputate a vario titolo per da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose.

L’accusa aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 per Elia. Mauro Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi. Lo spiegano i suoi legali. Tra le società ‘imputate’ assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia.


I familiari delle 32 vittime riuniti nell’associazione “Un Mondo che Vorrei” hanno deciso che non rilasceranno commenti ufficiali. “E’ stata una lettura troppo veloce”, hanno detto i responsabili Marco Piagentini e Daniela Rombi, annunciando una conferenza stampa con i giornalisti alle 11 di mercoledì 1° febbraio.

Luca Lunardini, il sindaco di Viareggio, era presente in aula nel pomeriggio del 31 gennaio e ha commentato:


“La decisione dei giudici dimostra quello che abbiamo sempre sostenuto: non è stato un evento naturale ma provocato dall’uomo. Urla, dolore, terrore, questa è la mia memoria, e anche la generosità dei tanti soccorritori. Se le fiamme si fossero estese il bilancio sarebbe stato ancora più grave. Se non è accaduto lo dobbiamo a tutti quelli che hanno operato quella notte e nei giorni successivi”.

Lunardini ricorda che “Viareggio non cercava vendetta” per la strage in cui morirono 32 persone “ma giustizia”:


“E questa sentenza ci da un po’ di conforto, pur nel dolore per quella notte che è ancora vivissimo. Certo la richiesta della procura era più alta e le pene sono dimezzate. Questo lascia un po’ perplessi. Ma le sentenze non si commentano, si rispettano”.

Il sindaco torna anche con la memoria ad un momento difficile del dopo strage, quando decise di accettare, unilateralmente, un rapporto con le assicurazioni degli indagati della strage:


“Non lo rifarei e rifiuterei l’accordo. L’accettai perché ci dissero che, per ragioni giuridico- burocratiche, rifiutare avrebbe creato problemi nel processo. Accettammo solo in parte perché poi il Comune è rimasto parte civile. Ma avrei dovuto dire un secco no. La legge è la legge. Non vogliamo neanche prendere in considerazione questa ipotesi”.

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