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venerdì 20 gennaio 2017

OGGI è L'alba di un nuovo fascismo mondiale

OGGI un uomo che rappresenta i valori del Ku Klux Klan e i valori del machismo aggressivo, un uomo che ha costruito le sue fortune economiche sul lascito miliardario del padre e lo sfruttamento brutale di lavoro malpagato e sulla truffa diventerà presidente degli Stati Uniti d’America. In altre parole: uno schiavista diventerà presidente del paese che, nel 2008, reduce da due sconfitte militari e sprofondato in una crisi finanziaria disastrosa, affidò la Presidenza ad un intellettuale dalla pelle nera.

Obama disse tre parole: Yes we can. Otto anni dopo possiamo dirlo, quelle parole erano un esorcismo, e l’esorcismo non ha funzionato. In questo ultimo decennio abbiamo capito che l’impotenza è il tratto decisivo del nostro tempo. A parte una riforma sanitaria scritta sull’acqua, Obama non ha potuto nulla. Non ha potuto mettere sotto controllo le potenze scatenate della finanza, non ha potuto impedire la vendita di armi a qualsiasi disgraziato. Non ha potuto interrompere la catena infinita di omicidi razzisti polizieschi. Non è stato possibile uscire dalla guerra afghana e neppure dalla guerra irachena. Nel frattempo la guerra si è diffusa dovunque. Anche sul territorio degli Stati Uniti, anche all’interno dell’apparato istituzionale e militare degli Stati Uniti, dove si è creata una situazione di doppio potere che può condurre all’aperta guerra civile.


Non sappiamo cosa accadrà nelle prossime settimane, non sappiamo se il movimento dei neri e degli occupy riuscirà a portare la guerra civile nelle strade d’America, ma la guerra civile è all’ordine del giorno in quel paese. Come ovunque. L’esperienza di Obama è stata forse l’ultimo tentativo di governare razionalmente l’ingovernabile complessità infinita del mondo iper-connesso e globalizzato.

L’effetto che la presidenza Obama ha prodotto è il risveglio della bestia razzista che stava addormentata nell’inconscio americano. Quella bestia è la forma contemporanea di un’aggressività cieca dei lavoratori bianchi umiliati. L’eroina dilaga da costa a costa come un’epidemia che segue alla depressione e la moltiplica. Al governo ora sale l’arroganza bianca, e quello che succede in America è la tendenza generale del nostro tempo. Hitler, lo sconfitto del secolo ventesimo, riappare come nume tutelare del secolo che avanza.



Se Donald Trump si candidasse oggi in Europa otterrebbe moltissimi voti, e non soltanto nell’Europa orientale – schierata in blocco contro l’ingresso di musulmani nei propri paesi – ma anche nel resto dell’Ue. Proprio quanto accaduto a Parigi, Bruxelles, Berlino Colonia hanno scatenato un’isteria anti-islamica che, evidentemente, già covava sotto la cenere e che nessuno riesce più a contenere, nemmeno a Bruxelles che in queste ore vede molti paesi dell’Unione fare pressioni affinché vengano sospesi gli accordi di Schengen.

Bruxelles non è stata capace di trovare una soluzione alla crisi economica e politica dell’Europa, ha inasprito la situazione in Grecia e ha mancato nel gestire l’emergenza migranti, contribuendo così a creare situazioni tossiche ed esplosive, quali il rimontare del nazionalismo, dell’islamofobia e del razzismo. L’estrema destra ha così potuto cavalcare questi sentimenti assumendo caratteri tipicamente fascisti. Non solo in Francia, dove il partito nazionalista di Marine Le Pen sbanca con le sue dichiarazioni anti-islamiche, ma anche in Germania, specialmente nella città di Colonia, dove Pegida – movimento anti-islamico nato qualche mese fa – istiga all’odio verso i musulmani e gli immigrati in genere. [



La soluzione musulmana

Proprio a seguito degli avvenimenti di Colonia, il premier slovacco Fico ha preso la decisione di vietare l’ingresso dei musulmani in Slovacchia. Dicendo: “Ora basta! Vedete come sono? Ve lo dicevo io.” Ma Fico non dice niente di eccezionale. L’Europa intera sta cercando motivazioni pretestuose per arginare l’afflusso dei profughi, per delimitare i propri confini nazionali e proibire definitivamente agli immigrati siriani di entrare in Europa e risolvere per sempre la “questione musulmana”.

Si è giunti dunque senza indugiare alla conclusione finale, lucida e fredda. La destra estremista cavalca l’onda dell’isterismo. Si adopera per l’introduzione di una legge più severa nei confronti dei rifugiati, per la chiusura dei confini, per stabilire controlli rigorosi della polizia, per la deportazione dei profughi, per giustificare l’atteggiamento pretestuoso di equiparare i musulmani a dei criminali e stupratori, di dimostrare che l’integrazione non è possibile e che l’islamofobia è una logica conseguenza dei fatti accaduti, tanto più giustificata, legittima e lecita.

Si parla di “infezione”, di un “virus islamico”, del “crollo della civiltà”, come ai tempi del nazismo. Si punta il dito sulla disumanizzazione dei profughi che non fanno parte dell’Europa e che bisogna armare i cittadini europei. La destra estremista sta riemergendo, concretizzando le sue idee nella politica attuale.

Sradicate la democrazia!
 

Tutta la propaganda di destra in Germania verte sulla tesi che i richiedenti asilo hanno una predisposizione naturale alla criminalità e approfittano della buona volontà del popolo tedesco. La destra estremista considera i migranti come coloro che sfruttano lo stato sociale, che rubano i posti di lavoro, che sono una minaccia per la sicurezza nazionale, che sono dei terroristi. […]

È il fascismo che ritorna? La dinamica sociale che è venuta allo scoperto nel 2016 è quella che già conoscemmo in Italia e in Germania negli anni Venti e Trenta. L’impoverimento dei lavoratori ad opera del capitale finanziario e l’umiliazione politica prodotta dal tradimento della sinistra porta i lavoratori europei a riconoscersi nell’identità nazionale aggressiva, poiché la solidarietà sociale si è dissolta. Quello che abbiamo visto nel 2016 è solo il prologo, e non ha senso farsi illusioni di una pacifica evoluzione della situazione prodotta da quarant’anni di neoliberismo globalista.

Molti ebrei europei continuarono a illudersi fino al 1941 che la realtà sarebbe stata diversa dai discorsi di Hitler. Ogni lettore di Isaac Bashevis Singer sa che in questa maniera molti si lasciarono intrappolare.

Abbandoniamo le illusioni, riconosciamo le fattezze della bestia.

Possiamo dire che il fascismo, non più fenomeno limitato a Italia Germania e Giappone si sta diffondendo in quasi tutti i paesi del mondo? Sì e. Per ragioni antropologiche, tecniche che sono più forti di quelle ideologiche, il fascismo non torna nelle forme che abbiamo conosciuto nel ventesimo secolo.


Il filosofo Karl Jaspers, considerato uno degli iniziatori del movimento esistenzialista. Nel 1946, in uno scritto dal titolo die Schuldfrage, Jaspers consigliava di distinguere la forma storica del nazismo che si era appena manifestata, e il senso profondo del nazismo, che si può identificare nel primato del funzionale e nell’affermazione aggressiva della superiorità razziale bianca. Il nazismo storico non si ripresenterà, diceva, ma il totalitarismo è destinato a ripresentarsi in una forma che farà apparire il regime di Hitler come una prova teatrale in un teatro di provincia. Ecco, forse ora siamo all’inizio della rappresentazione vera e propria, lo spettacolo finale.



La democrazia sta diventando sempre più antipatica, come lo sostiene la destra: i profughi approfittano della democrazia! Si appoggiano ad essa e si rifugiano in essa! E c’è di peggio: la sinistra importa i profughi, al fine di assicurarsi dei voti elettorali e vincere facile alle elezioni! Perciò bisogna sbarazzarsi della democrazia.


Prepariamoci, SVEGLIAMOCI, perché se no finirà molto male. L’esito del trauma dipenderà dalla nostra resistenza, dalla nostra creatività concettuale poetica, scientifica. Dipenderà da come riusciremo a mantenere sereno il nostro animo, a esprimere felicità nell’apocalisse. Forse è il momento di studiare Seneca. Lo stoicismo e il corpo erotico del general intellect. Ecco l’antidoto.

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