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domenica 15 gennaio 2017

Italia sempre più DISUNITA

Negli ultimi 30 anni l'Italia si è sempre più disunita e disgregata, dove le disuguaglianze sono acuite come anche le povertà. Disuguaglianze accentuate anche geograficamente parlando, con il Sud che ha perso ulteriore terreno– dal 2008 al 2017 – con aumento dei disoccupati, del reddito, degli under 30 senza un lavoro e un titolo di studio, un impressionante ritardo riassumibile in pochi dati, primo tra tutti il Pil che in 10 anni è calato del 10,2%, contro il -5,5% del Centro-Nord e un -6,6% dell’Italia nel suo complesso.


Nel 2008, nel Sud Italia era concentrata il 34% della popolazione italiana , se guardiamo ai redditi il Sud è mediamente fermo a 18 mila euro mentre nel centro nord siamo di poco sopra i 27500 euro annui.

Non c'è lavoro, poco reddito e i servizi non funzionano, basti pensare ai viaggi della speranza negli ospedali del centro nord per ricevere cure che sempre meno sono assicurate in loco.

Per anni si è raccontata la storia di un Meridione poco produttivo e spendaccione, stando ai dati si evince che i consumi sono crollati del 12%, praticamente quasi il triplo del centro Nord dove la riduzione si ferma (e il dato è già eloquente) a meno 3,9.

Nel sud ormai è dilagante la riduzione delle spese alimentari come anche il ritorno alla terra non per aprire attività agricole ma per assicurare alle famiglie verdura autoprodotta e cosi' ridurre le spese familiari.

Sembra di tornare a Levi o a Verga ma ci sono intere province del Sud dove la crisi sembra cosi' acuta da provocare fenomeni vistosi di emigrazione.

Se la povertà assoluta nel Meridione è raddoppiata, anche nel Centro-Nord i dati mostrano una crisi tutt'altro che superata con percentuali di crescita ancor maggiori (dal 2,7 per cento al 6,3 per cento. rispetto al 10% e passa del Sud).

Una crisi misurabile anche da altri dati, per esempio dalla produttività industriale, peccato che nel Sud ci sia un numero decisamente ridotto di attività industriali e molte di loro o hanno chiuso o si stanno barcamenando tra un ammortizzatore sociale e l'altro.

La desertificazione industriale del Sud fa paura, alcuni intellettuali inascoltati già un quindicennio lanciarono un grido di allarme, il sogno di un Sud industriale è tramontato con le privatizzazioni degli anni novanta del secolo scorso, un sogno da cui ci siamo risvegliati con interminabili file di disoccupati e disastri ambientale che hanno alimentato il numero dei malati e dei decessi per patologie tumorali.

Per anni ci è stato raccontato che il turismo avrebbe rappresentato, peccato che servirebbero investimenti, infrastrutture e un progetto eco compatibile che non sembra trovare ascolto.

Analogo discorso andrebbe fatto per l'agricoltura e la pesca.

E, come sempre accade, a pagare il costo delle privatizzazioni sono soprattutto le aree geografiche economicamente piu' deboli che vedono accresciuta miseria e perdita occupazionale

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