BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

mercoledì 25 gennaio 2017

Arriva in Europa iI populismo autoritario

Hanno sentimenti negativi verso i migranti, i diritti umani e l’Unione europea: piuttosto che allargare le maglie vorrebbero restringerle, su tutte e tre le questioni. Sono ostili ai giornali, e si fidano di più di un tuffo in Internet senza stare a sottilizzare particolarmente su quale sia la fonte a cui si affidano, nella scia della massima di Donald Trump «non credete ai giornali, credete a Internet». 

Uno studio condotto in Inghilterra per analizzare la questione del referendum sulla Brexit, ha scoperto che il 50 per cento degli inglesi condivide questa «mentalità» e questi «sentimenti negativi». Possiamo definirla con l’etichetta di «populismo autoritario» (Pa), che è un vero e proprio «insieme coerente di convinzioni». Lo studio non è un sondaggio ma un’analisi sui dati di una serie di indagini su panel di You-Gov condotte tra il 2011 e il 2015, quindi nel quadriennio che porta dritti alla Brexit. Ne vien fuori questo ritratto: i populisti autoritari non sono, per capirci, esattamente dei «fascisti», o ciò che eravamo abituati a intendere con questa parola, intanto perché occupano una fascia centrale dello spettro politico – e non la tradizionale, limitata destra o estrema destra. Ma sono anche diversi dai populismi sudamericani, così nutriti di emotività, e non necessariamente permeati dai medesimi elementi (per esempio l’ostilità ai migranti). Ci domandiamo sostanzialmente due cose: il «populismo autoritario», studiato con riferimento al Regno Unito, è una dinamica che accomuna solo i Paesi anglosassoni della TrumpBrexit, o riguarda anche posti come la Francia di Marine Le Pen, o l’Italia del Movimento cinque stelle? Secondo: il Movimento cinque stelle, alleato di Nigel Farage (uno dei campioni dell’attitudine «populista autoritaria») al parlamento europeo, condivide gli stessi sentimenti, almeno per la comune fascinazione – sempre più percepibile anche ai più distratti – per il mito dell’uomo forte (The Helping Man) alla Trump, o alla Vladimir Putin?  Cerchiamo un set di attitudini consistente (verso l’Ue, l’immigrazione, la politica estera, i diritti umani, il collocamento sull’asse destra-sinistra), che giace come una risorsa sottostante per forze politiche differenti – compresi ovviamente partiti autoritari o anti-establishment. Abbiamo trovato in Europa modelli simili a quelli in Regno Unito: supporto potenziale per la Le Pen, Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Polonia, Spagna, e in misura più limitata, Germania. In tutti questi posti il populismo autoritario tende a destra, è anti-Ue, egoista in politica estera e vuole una robusta politica di difesa. In Francia, un’attitudine al Pa occupa addirittura il 60% dell’elettorato». E in Italia?  da noi c’è una cosa singolare: il populismo autoritario è stato mischiato anche con movenze prese dalla sinistra radicale. È il caso del populismo autoritario del M5S e di Grillo. L’attitudine di questo tipo di elettorato è un rigetto, diffuso in molti Paesi occidentali, del “liberalismo cosmopolita”. La working class, e anche la parte bassa della middle class, nelle democrazie avanzate hanno visto spostarsi i loro lavori in out-source verso le economie emergenti. Persone che appartengono alla fascia compresa nell’80-90% del patrimonio globale esistono sia in Uk, sia in Usa, Francia, Italia: questa gente si sente insicura, e l’insicurezza non si ferma ai confini delle nazioni. Certo, il Pa ha poi molto a che fare col tema della razza, anche se è ingiusto dire che gli elettori di Trump, o della Le Pen, siano tutti razzisti. II Pa si nutre poi molto anche del «culto del capro espiatorio», indicare la soluzione semplice a problemi complessi: cosa succederà quando vedranno che soluzioni semplici a queste insicurezze, economiche e sociali, non ci sono? Questi movimenti potrebbero moderarsi, diventare più una sorta di conservatorismo sociale teso a qualche forma di redistribuzione; ma la transizione è difficile. Più probabile una ricerca ancora più forte del capro espiatorio, ma a quel punto il bivio diventa drastico: o il Pa si affievolisce, o diventerà ancora più tossico nei comportamenti sociali. La vera domanda sarà: fino a quanto puoi arrivare a essere apertamente razzista, e nello stesso tempo conquistare il potere? I partiti sembrano avere più successo quando non sono così catturati dal razzismo, o dalle teorie cospirazioniste. Ma Trump ha smentito questo assunto; anche se va detto che l’America ha una storia brutta e difficile sulla razza, e Trump in questa storia non è il primo.

0 commenti:

Posta un commento