BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

sabato 31 dicembre 2016

#Bufale, quando il guadagno sostituisce la serietà. FREE-ITALIA vi protegge

Bufale, un tanto al chilo. È il lato oscuro e odioso del web. Se è vero che la rete consente a tutti di esprimere il proprio pensiero ad una sempre più ampia platea, è altrettanto vero che c’è un maggior rischio che notizie non verificate o certamente false passino da schermo a schermo e da tastiera a tastiera, diventando “vere”. Talvolta è colpa dell’ingenuità di chi scrivere, molto più spesso la creazione di bufale fruttano agli inventori e ai Blog fogna che li riprendono svariate migliaia di euro di ritorno pubblicitario. E non mancano poi le bufale create ad arte come quelle prodotte da regimi autoritari. La Russia, per esempio, è uno dei paesi che maggiormente utilizza la propaganda via web per far passare una certa e predeterminata visione della situazione in Ucraina.
Tra i fake più clamorosi quella foto satellitare che ritrarrebbe il volo civile abbattuto sui cieli ucraini da un Mig di Kiev. Peccato che la foto sia un clamoroso falso che ha girato sul web ad una velocità impressionante, diventando per molti, anche grazie alle cosiddette “pagine” di contro-informazione, “verità accertate” e “prove inconfutabili”.

La rettifica, questa sconosciuta. i giornali online spesso non verificano notizie false e, anche quando la bufala è conclamata, raramente rettificano la notizia. Quasi mai vengono corretti i primi articoli, ma vengono – semmai – scritti dei nuovi per specificare meglio la notizia o per chiedere venia ai propri lettori. In questo modo, però, la bufala rimane online e continua a girare per mesi, se non – addirittura – per anni. Così, l’industria del falso si alimenta da sé: produce guadagni ai creatori del fake (o un ritorno non necessariamente economico) e ai giornali che l’hanno ripresa, e genera caos informativo sui social network dove è sempre più difficile distinguere le notizie vere da quelle false. E non aiuta nemmeno più autorevolezza della testata che la riporta. Anzi, una buona fascia degli utenti di internet è più propensa a credere ad un blog sconosciuto che ad un giornale storicamente affermato.

Razzisti, narcisi e Lercio. Il fenomeno è mondiale e non interessa solo l’Italia. Nel nostro Paese esistono siti di propaganda politica (soprattutto di estrema destra e filo-Putin) che pubblicano notizie false o inesatte soprattutto contro immigrati, politici e personaggi famosi. A farne le spese, proprio in questi giorni, è Gianni Morandi che aveva difeso i migranti e per questo “colpito” sul web con una foto bufale di una sua presunta villa (“Dove può ospitare gli immigrati”), che poi si è scoperto sia un ospizio. Ci sono poi i creatori di bufale che potremmo definire “narcisi”.  E non mancano nemmeno i siti satirici come l’oramai noto “Lercio”. In realtà, questo è un sito di satira che produce bufale per irridere il mondo dell’informazione. Il problema è che ci sono ancora giornali che prendono Lercio come fonte attendibile pur essendo chiaro l’intento provocatorio.

A volte in buona fede a volte no. In alcuni casi capita infatti che sia la mancanza di controverifiche. Ma c’è anche chi ci mette del dolo come M5S e lega. E sfrutta morbosità e argomenti di sicuro richiamo (dal sesso al'euro alle malattie) per attirare utenti. E si tratta di una strategia che fino ad oggi ha dato buoni frutti.
La faccenda preoccupa anche Facebook. Se infatti il social network vuole accreditarsi come veicolo di informazione e attirare investimenti pubblicitari di qualità non può ignorare che le sue bacheche diventino un mezzo per diffondere link “tossici”. Ma si tratta di una goccia nel mare. E le bufale continuano inesorabili a trasformarsi in verità, creando danni a tutti, ma noi FREE-ITALIA non ci facciamo corrompere, in quanto non Abbiamo nè sponsor nè convenzioni w vi proteggeremo.

0 commenti:

Posta un commento