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venerdì 4 novembre 2016

Renzi dà soldoni agli amici della #Leopolda

Renzi nella manovra non dimentica di favorire gli amici suoi, ricordandosi del terzo settore e puntualmente sono arrivati fondi al volontariato e quella deregulation legislativa che favorisce lo sfruttamento a basso costo e il lavoro gratuito. Ovviamente non potevano mancare i soldi ai veri finanziatori del Governo, quel coacervo di interessi finanziari che ha sostenuto la Leopolda Un esempio? I soldi all'Acri.
Ma di cosa stiamo parlando? Nata nel lontano 1912, l'Acri è l'organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni Bancarie, nate all'inizio degli anni novanta con la legge "Amato" 218/90, l'Acri beneficerà di crediti di imposta pari a 10 milioni di euro. Il governo ha già concesso agli istituti di credito la possibilità di dedurre dalle tasse le perdite su crediti in un solo anno, innumerevoli sono i provvedimenti presi per favorire il capitale finanziario che ormai domina incontrastato Sgravi fiscali a go go alle banche ma gli aiuti alle sempre piu' diffuse povertà dove sono finiti? Nel dimenticatoio, o ridimensionati fortemente rispetto agli annunci in conferenza stampa del premier In Italia ci sono ben 4,6 milioni di poveri che vivono al di sotto della soglia minima e per questo non riescono neppure a garantirsi i beni e servizi essenziali Ma in realtà il modo con cui Renzi e il suo governo intende lottare contro la povertà è sotto gli occhi di tutti: non il rilancio della spesa pubblica e dei consumi ma sgravi di imposta al 100% sui versamenti volontari ai Centri servizio al volontariato che magari sono gestiti da fondazioni bancarie e quindi con il volontariato comunemente inteso non hanno niente a che vedere La politica degli sgravi ha un costo per le casse dello stato e sarebbe preferibile qualche intervento diretto per combattere indigenza e marginalità, il giro vizioso invece è quello di demandare a terzi soggetti questo compito e di favorirli con una politica fiscale e finanziamenti Siamo sicuri alla fine che questi soldi siano spesi bene o servano invece per mantenere in piedi realtà che all'occorrenza saranno generose e riconoscenti con il Governo che le ha favorite? Il Pd non vuole combattere la miseria, vuole solo limitarla a tal punto da scongiurare il conflitto sociale, per questo si rivolge direttamente a chi in questa situazione sociale sguazza e porta soldi a casa(le banche) perché si facciano carico attraverso varie fondazioni di intraprendere percorsi di inclusione sociale. Riassumiamo allora per capire meglio Le banche escono rafforzate dalla crisi, lo stato e i governi vanno in loro soccorso Numerosi creditori, parliamo di piccoli e medi risparmiatori, escono a pezzi dal default degli istituti di credito vedendo i loro sacrifici distrutti dalla speculazione. Lo stato salva le banche e ai risparmiatori arrivano solo briciole le banche danno vita a fondazioni che intraprendono iniziative cosiddette sociali e con pezzi di volontariato presentano progetti contro la povertà. Il governo favorisce le fondazioni con gli sgravi fiscali, gli stessi sgravi che non vengono mai, con altrettanta generosità ,indirizzati ai redditi da lavoro Alcune delle iniziative di propaganda di Renzi sono direttamente finanziate dalle banche o da interessi forti come dimostra la Kermesse della Leopolda Il Governo favorisce le banche tra maxisgravi e altri provvedimenti e in cambio le stesse danno qualche briciola alla lotta della povertà attraverso il lavoro gratuito del terzo settore e guadagnando ulteriori detassazioni In questo modo si realizza il circolo vizioso Governo- Banche- terzo settore, un meccanismo ben strutturato che invece di destinare reali risorse a combattere la indigenza ( per dirne una, le famiglie che vivono con meno di 1500 euro al centro nord sono in povertà) elargisce favori alle banche le quali poi si presentano, con lauti sgravi fiscali, nel ruolo di moderno mecenate nella lotta contro la miseria, quella miseria che loro stesse hanno alimentato per anni

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