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sabato 12 novembre 2016

Leonard Cohen

Capita, è la vita, non siamo eterni.
Purtroppo vale anche per persone del calibro di Leonard Cohen che era uno, inimitabile.
Ci ha lasciato ad 82 anni, pochi, sempre troppo pochi, quando è un vero artista ad andarsene.
Oggi più che mai, ne abbiamo veramente bisogno.


Ci lascia, poco dopo l'uscita di un suo ultimo disco, bellissimo, particolare, con una voce talmente profonda che sembra fatta di fumo di sigaretta, roca, avvolgente.
You Want It Darker?
Si, prendo il caffè amaro, mi piace fortissimo.
Avremmo preso un caffè insieme veramente a grandi livelli.

Ero in macchina, già al lavoro di primissima mattina, quando in radio passano la notizia della sua scomparsa, ho avuto proprio un tonfo al cuore.

" Vorrei dire tutto ciò che c'è da dire in una sola parola."
Francamente penso ci sia riuscito, perchè quando sentiamo "Hallelujah" ci basta solo una parola per sentire la musica e la magia di questa canzone, una delle più belle di sempre, resa popolare dalle decine di cover.
Ci basta anche solo un nome "Suzanne" per fermarci, per sentire quella dolcissima voce, quella musica che si perde fra i pensieri e la realtà.
Leonard con due canzoni aveva già realizzato il suo desiderio, fortunatamente non ha voluto fermarsi, continuando a regalarci bellissima musica.

Influente, tanto che anche il nostro Faber si è ispirato a lui, così come De Gregori, ed io li capisco.
Persone come Leonard Cohern sembrano nate per cantare, per comporre, sono fatte di musica ed è bellissimo e giusto che la possano esprimere.
Andavo al Liceo quando sono incappata in una sua opera, perchè andavo cercando musica da tutte le parti, passando da quella classica a quella punk.

Quando cantava "Waiting for the miracle" mi ha fatto pensare alla continua ricerca delle meraviglie di questo mondo, mi sono ricordata anche della disperazione di Jack Kerouac, durante un intervista di Fernanda Pivano, quando anche lui si interrogava su questa ricerca.
"Ah non credo ti sarebbe piaciuto,
non ti sarebbe piaciuto qui.
Non ci sono svaghi
e i giudizi sono severi."
Quando cantava "Going Home" capivo benissimo l'esigenza di pace, il desiderio di arrivare a casa senza il peso che si ha sull'anima, una poesia, questa canzone, dove canta di se stesso, cantando del desiderio collettivo di avere un lieto fine. 
Tornare a casa senza dolore, svestendosi del proprio travestimento che, io ho sempre inteso come una corazza in difesa dai dolori. Una della sue canzoni che, francamente, io ho amato maggiormente.
Forse perchè l'ho sentita mia.
Ascoltandola avrei voluto chiedergli se sapeva già dov'era questa casa, o  se semplicemete era l'idea della vita, dunque ci si arriva alla fine del viaggio, svestendosi di ogni cosa, arrendendosi alla pace.
Voglio ricordarlo con "You got me singing" perchè mi piaceva sempre sentirlo cantare, anche se le notizie non erano buone, anche se erano cattive. Penso a lui che canta l'unica canzone che conosce, quella del suo animo in tumulto, quella che ci ha regalato, ogni volta, una nuova emozione, perchè le sue canzoni erano posti dove potersi rifugiare.
" Mi hai fatto cantare
Anche se il mondo non ci fossi più
Mi hai fatto pensare
Che mi piacerebbe andare avanti"
Quando a lasciare il mondo della musica è un Gigante come Leonard Cohen ci si sente smarriti, specialmente per tutti quelli, che nei suoi testi ci si rivedevano, in quelli che hanno il "male di vivere" che li porta sempre a tormentarsi sulle cose, quelli che vogliono le meraviglie, quelli che non sanno se meritano di vederle, quelli che ci sperano, quelli che amano, quelli che sognano, quelli che amano il caffè scuro, preso al bar con un amico.
Tutte queste cose, erano rappresentate da un solo uomo che, ha insluenzato il mondo intero con la grazia di chi, canta perchè deve cantare.
Non prese un soldo per Suzenne, perchè lo imbrogliarono e rispose che non gli interessava, la canzone era troppo bella per pensarla capace di arricchirlo.
In un mondo, invece, dominato dalle logiche di mercato, la risposta di Leonard Cohen ci sembra irreale, eppure è davanti a questo tipo di uomini che facciamo un profondo silenzio, conservando nel nostro cuore, rispetto, ammirazione, grande commozione per la sua assenza.

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