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giovedì 17 novembre 2016

Lavoro, cultura, welfare: Ecco la nostra Contromanovra allo schifoso dl bilancio di Renzi

Il disegno di Legge di bilancio del governo Renzi fa schifo: non aiuta i giovani, non migliora le condizioni degli anziani o delle donne e neppure quelle delle fasce più povere della società. È questa la triste conclusione a cui FREE-ITALIA è giunto, Quindi ha messo a punto proposte concrete che potrebbero invece cambiare davvero le cose nel Paese.


Ed ecco una nostra contromanovra da 40,8 miliardi di euro nella quale trovano spazio interventi a favore del fisco, del lavoro, dell’istruzione, dell’ambiente, del welfare, dell’altraeconomia, passando per la pace e la cooperazione internazionale.

Sul piano fiscale, ad esempio, la nostra proposta è la previsione di una “vera” tassa sulle transazioni finanziarie, applicabile a tutte le azioni e a tutti i derivati e, nel caso azionario, a tutte le singole operazioni. Si propone invece di abbassare il limite dell’usura per i prestiti con cessione del quinto dello stipendio/pensione. Ulteriori 2,3 miliardi potrebbero essere recuperati grazie alla maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi (voli e auto aziendali di lusso, produzione di beni di lusso e rilascio del porto di armi).
Proponiamo di non alla ridurre delle aliquote Ires per le imprese e all’abolizione delle addizionali Ires per le società di fondi di investimento comuni e di abolire il super e l’iper-ammortamento per i beni strumentali di impresa: l’adozione di queste 3 proposte potrebbe generare un risparmio per lo Stato di 3,7 miliardi di euro.
Ulteriori 2,3 miliardi potrebbero essere recuperati grazie alla maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi (voli e auto aziendali di lusso, produzione di beni di lusso e rilascio del porto d’armi). Infine, in tema di contrasto all’evasione e l’elusione fiscale proponiamo di introdurre una Digital Tax per contrastare l’elusione fiscale delle grandi imprese multinazionali prevedendo l’obbligo di redigere un bilancio per Paese; la moneta elettronica per i pagamenti superiori ai 500 euro e registratori di cassa online, nonché l’esclusione dall’accesso ai servizi pubblici degli evasori per somme oltre i 50.000 euro. Ciò potrebbe generare un maggiore gettito per le casse dello Stato di 4,1 miliardi di euro.

Le politiche per i servizi sociali e per la sanità sono state le più colpite dalle politiche di austerità. I Fondi Sociali Nazionali hanno conosciuto un rilevante ridimensionamento negli anni della crisi e la spesa sociale dei Comuni, segnata dai tagli dei trasferimenti locali, non è andata meglio. Ci hanno rimesso la sanità pubblica, i servizi per l’infanzia, l’assistenza alle persone anziane, con disabilità e non autosufficienti, le azioni positive contro le discriminazioni e le pari opportunità, le politiche di edilizia residenziale pubblica. Il Disegno di Legge di Bilancio 2017 continua purtroppo a optare per un welfare selettivo e per l’elargizione di erogazioni monetarie invece di prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare, rafforzando il sistema dei servizi pubblici.
Noi proponiamo di riorientare le risorse disperse in mille rivoli (bonus bebè, fondo di sostegno alla natalità, “premio alla nascita“, voucher per servizi di baby sitting e “bonus asilo nido su richiesta”) in direzione del rafforzamento e dell’ampliamento dei servizi territoriali per l’infanzia, della riduzione delle rette degli asili nido, dell’integrazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, dell’innalzamento a 15 giorni del congedo di paternità obbligatorio, della creazione di nuovi centri antiviolenza e del finanziamento di misure alternative alla detenzione. Si tratta nel complesso di 1,6 miliardi di euro che non comportano costi aggiuntivi per lo Stato, ma riallocano gli stanziamenti esistenti.
Si propone inoltre l’inserimento immediato nella Legge di Bilancio di un intervento rivolto ad assicurare una pensione di garanzia per i giovani. I costi di tale misura resterebbero marginali sino al 2030 e sarebbero comunque sostenibili se restasse invariato l’attuale rapporto tra spesa pensionistica e Pil (15,5%).
La razionalizzazione dei metodi di valutazione delle condizioni di disabilità consentirebbe poi di integrare il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (150 milioni), mentre uno stanziamento aggiuntivo di 420 milioni potrebbe finanziare interventi strutturali per l’inclusione, il diritto al lavoro, all’alloggio e allo studio delle persone con disabilità e l’accessibilità degli edifici.
Per prevenire, curare e contrastare il gioco d'azzardo patologico Sbilanciamoci! propone di aumentare la tassazione del gioco d'azzardo e di diminuire il payout dei giocatori dell’1%, destinando parte degli introiti (801 milioni di euro) ai servizi pubblici per le dipendenze patologiche (200 milioni).
La destinazione del 5% dei diritti televisivi sulle partite di calcio di serie A e B (60 milioni) potrebbe invece sostenere lo sport sociale per tutti e lo sport paraolimpico.
1,4 miliardi di euro potrebbero finanziare un piano pluriennale per abitazioni sociali senza consumo di suolo e l’aumento del Fondo per la morosità incolpevole e del Fondo sociale per gli affitti: risorse che potrebbero essere recuperate con l’eliminazione della cedolare secca sugli affitti a canone libero (1,2 miliardi), l’adozione di misure di contrasto al canone d’affitto in nero (300 milioni) e la tassazione degli immobili vuoti (400 milioni).


Servono invece 4,8 miliardi di euro per rilanciare la cultura e l’istruzione pubblica. Tra le principali misure previste: un consistente investimento sull’edilizia scolastica (1 miliardo) e universitaria (50 milioni); il significativo aumento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, al Fondo di finanziamento ordinario e al Fondo integrativo statale(1,7 miliardi per i tre fondi); l'abolizione del'ora di religione(100 milioni di risparmi); l’adozione di un piano straordinario per l’assunzione di 20mila ricercatori universitari a tempo determinato in 6 anni (3.300 nel 2017 con un impegno di 445,8 milioni). L’abolizione delle detrazioni Irpef previste per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie e una riforma della tassazione universitaria centrata sull’istituzione di una “no tax area” per chi dichiara meno di 23mila euro di Isee. L’abolizione del “bonus cultura” per i neo-diciottenni (290 milioni) consentirebbe inoltre di finanziare l’accesso gratuito a musei, monumenti e aree archeologiche.

Sull’ambiente e la sostenibilità dello sviluppo, avanziamo idee tali da realizzare un totale di entrate statali pari a 5,8 miliardi di euro e uscite per 3,9 miliardi. In campo energetico, nell’ottica di sostenere l’avvio di una Strategia Nazionale di Decarbonizzazione, l’introduzione del Carbon Floor Price consentirebbe di valutare correttamente il costo di emissioni di CO2 prodotte dagli operatori elettrici, generando un introito di 1 miliardo. Si propone inoltre di aggiornare i canoni per la concessione per le estrazioni di gas e petrolio, di eliminare tutte le esenzioni dalle royalties, di abolirne la deducibilità e di incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo.

UN NO alle grandi opere: più che investire su Tav o Mose, occorre investire in piccoli e medi interventi di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture esistenti privilegiando le reti ferroviarie regionali, le tramvie e le metropolitane nelle grandi città, dirottando su questi 1,3 miliardi di euro che la Legge di Bilancio 2017 destina alle grandi opere. Per far fronte davvero all’emergenza sismica e al rischio idrogeologico, inoltre, si propone di destinare a questi obiettivi l’intero ammontare (1,9 miliardi) del nuovo Fondo istituito dal Disegno di Legge di Bilancio per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del paese.

Dall’analisi condotta risulta che l’attuale Legge di Bilancio consegnata alla Camera non è sicuramente a favore dei giovani per i quali non miglioreranno le prospettive grazie al “bonus cultura” di 500 euro riservato ai neo-diciottenni. Non è per quegli anziani “ai quali si offre non un diritto, ma la possibilità di chiedere alle banche un prestito garantito mediante l’acquisto dalle assicurazioni di una polizza a loro favore”. Si tratta di un prestito che verrà rimborsato per i successivi venti anni e che potrà portare, anche tenendo conto degli sgravi fiscali, con 3 anni e sette mesi di anticipo pensionistico, ad una riduzione della pensione pagata anche del 20%. Non è per le donne “il cui diritto alla parità non ha nulla a che fare con il giorno di congedo di paternità concesso”. Neanche chi si trova sotto la soglia di povertà trarrà una qualche forma di giovamento.

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