BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

venerdì 25 novembre 2016

La mia Irlanda


Avete presente le favole per bambini, quelle dove si narra di foreste, creature leggendarie, folletti, distese infinite che solo Tolkien può partorire? Sì? Ecco, la mia vacanza in Irlanda mi ha immerso in una di queste favole.
Potrei farvi il resoconto di viaggio dettagliato, scientifico e freddo, ma preferisco raccontare le sensazioni che quelle stradine perse nel verde mi hanno trasmesso. Giusto per darvi qualche indicazione, il giro ha previsto varie tappe, da Dublino a Belfast, dalle Cliff of Moher a Galway, dalle isole Aran a Cork, dai fari che vi aprono le porte dell’oceano a Kilkenny.

La cosa più emozionante? Se devo dire la verità, è stato l’incontro con le foche. Già, quelle libere, quelle grandi come grandi delfini e simpatiche come nessun cartone animato può immaginare! Abbiamo passato un intero pomeriggio, bardati come al polo nord (io freddolosa? Nooooo), su uno scoglio che chiamarlo scoglio è un insulto, a giocare con un paio di esemplari di foche giocose.
Ti guardano, stanno immobili con il loro testolone, poi si ributtano in acqua, spariscono e poi ricompaiono, più vicino di prima. Ti salutano, ti fissano, sembrano dirti: «Ehi tu, non sei mica una capra, prova a prendermi!». Me ne sono innamorata!
E per non smentirsi, quelle simpaticone si sono riproposte anche il giorno dopo, ne porto gigante di Dún Laoghaire (e qui vi sfido: come si pronuncia?), quando una foca sollazzava tra le barche e compariva vicino ai pescatori, giusto per prenderli un po’ in giro.
Ma se questo, a livello “umano”, è stato l’incontro più emozionante, l’Irlanda non ha  mancato di stupirmi ed emozionarmi semplicemente passeggiando per le sue viuzze o percorrendo le strade in macchina. Distese enormi di verde, mucche e capre che più rilassate non si può, è il loro paradiso, sono bellissime! Scogliere che sembrano il pianoforte con cui Dio gioca al piccolo compositore, colori presi in prestito dalla sua scatola dei pastelli, cielo che rispecchia esattamente l’animo umano.
Ecco. Il cielo. La Mannoia lo sapeva bene… In Irlanda c’è il clima a me più congeniale. Mai caldo, mai gelido, variabile. Ma quando dico variabile, intendo variabile sul serio: nel giro di mezz’ora provi pioggia, freddo, vento, sole, canottiera. E personalmente mi divertiva un sacco: non si può dire che era noioso!
Ché, poi, l’animo umano, o per lo meno il mio, non è mica tanto diverso… Non sono solare, non sempre, non sono lunare, non sempre, non sono aggressiva, non sempre, non sono “morbida”, non sempre. Io vario. Anche in modo un po’ imprevedibile. Ma, poi, chi non lo è? I noiosi!
E la cultura? Il rispetto per la cultura? Non mi soffermo sulla celebre Trinity Library, dove mi sono commossa come una cretina, ma parliamo del college di Cork. Sarà che lo abbiamo visitato in una giornata di pioggia ma studiare lì credo sia davvero un privilegio bellissimo. Aule, dipartimenti, parco: tutto ha la sua storia, tutto è pulito, tutto è rispettato, dentro e fuori.
E che cosa dire di Belfast… Le sue strade ti commuovono. Respiri lo stesso astio, lo stesso odio incontrollabile che governa la vita di queste persone, pur non rimanendone intaccato. Perché la verità è che il problema non è Irlandesi o Inglesi, Lealisti o Repubblicani, Palestinesi o Israeliani… NO. Il problema sta altrove. A noi spetta solo vivere le conseguenze di questo problema, o camminarci in mezzo, come nel nostro caso.
E poi? E poi? E poi… troppe cose. Ogni giorno era un capitolo di quella favola. Ogni giorno incontri gente gentile, incontri qualche barbone, bevi Guinness o Kilkenny o Murphy’s o Beamish che in Italia manco ti sogni, e stai bene. Ogni giorno ti alzi e negli occhi hai la consapevolezza che anche quel giorno ti potrà regalare momenti indimenticabili, paesaggi che ti tolgono il respiro. E saranno lì solo per te. Tu sarai lì solo per loro. E non puoi non riflettere, non ringraziare, non prendere le distanze emotive e intellettive da quel qualcosa di indefinito che magari, prima di aprire il capitolo “Meraviglia”, ti stava logorando dentro…

0 commenti:

Posta un commento