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sabato 12 novembre 2016

Baustelle

Lili Marleen è uscito, come singolo da pochissimo, l'ho ascoltato subito, appena lo hanno condiviso in rete, non avrei potuto fare altrimenti.
Li ho visti in concerto ormai otto anni fa, correndo, cercando di essere più vicina possibile al palco.
Dal vivo o su cd non cambia nulla, sono bravissimi, lui ha una voce meravigliosa, nostalgica, dolce, profonda; canta... ma parla, e sembra di avere nuovamente Faber sul palco che canta, ma racconta, che scrive testi, ma parla di storie.

Mi sono piaciuti da sempre, saranno almeno 15 anni che li seguo, ed ero solo una ragazzina.

Non sono per tutti, sono per pochi, sembrano così tristi, disillusi che se non ci si fa attenzione proprio non li si capisce; ed invece sono grandi sognatori, sono poeti, sono pieni di punti di visti, sono reali, fino a diventare iperrealisti, diventando poi surrelisti che Dalì non poteva fare di meglio.
Se non li si ascolta non si può semplicemente spiegare a parole, non a caso il significato del loro nome è "lavori in corso".

Francesco, Claudio e Rachele senza sosta, di anno in anno ci regalo testi bellissimi, alcuni diventati veri tormentoni come "Charlie fa surf" o "La guerra è finita" con cui, lo ammetto li ho agganciati io stessa.
In quella fase della mia vita, credevo che, non so bene come, avessero scritto quella canzone pensando proprio ad una come me.

In verità ci sono ben altre canzoni, bellissime, profonde, che meriterebbero molta più attenzione, fra le tante "Beethoven o Chopin", una delle mie top five del gruppo.
Amando sia Beethoven che Chopin ho subito capito il grande dilemma nel dover sceglierne uno dei due, mentre ascolto la voce di Bianconi guardo i vinili di musica classiche e francamente non potrei mai rinunciare a nessuno dei compositori. Del dilemma dei Baustelle, adoro la delicattezza cruda, con cui attraversano la vita dei due, come guardali per un momento dal buco di una serratura, provare grande commozione per l'arte di una vita che imita la stessa. Ti mette in tumulto il cuore questo testo, le musiche molto oniriche fanno sprofondare letteralmente nel chaos, richiamando il tormento dei due musicisti.

Altro testo superbo è Nessuno che, se non si ascolta si perde una perla del panorama italiano, una delle canzoni più belle che io abbia mai ascoltato, anche questa "triste" ricolma di significato, potente.
Amo questa canzone, il protagonista del tutto svuotato dal mondo, un sistema folle dove vive, svuotato dall'intelligenza di capirlo nei suoi sistemi più bassi, atroci. Crede nel chaos e nella violenza, quella del tumulto dell'anima, perchè l'unico punto fermo è il suo amore.
Anche in questo caso, l'amore viene visto a 360° perchè nell'arte non esistono tabù, amore fisico ed amore mentale, un amore assoluto che vuole tutto, anche "tenerezza e dignità".
Non mi stanco mai di ascoltare questa canzone.

Una loro bellissima canzone è anche "Piangi Roma" dove hanno avuto una collaborazione con Valeria Golino.
Una dedica alla mia città, una città Bellissima, che rievocano negli anni 50 e 60.
Roma che deve piangere, per la rabbia di essere stata abbandonata, Roma che sta aspettando la fine, ma che inventa un grande finale, perchè alla fine è la città eterna.
Io Adoro questa canzone, perchè Roma mi manca, la Roma bellissima del film, qualle dell'arte, quella che hanno fatto scappare, ed anche io Prego che torni quella di sempre, perchè amo Follemente la mia città.
Mi manca la mia Roma, quella di Fellini, quella che aveva il sorriso di Anna Magnani, quella Roma che nonostante tutto ancora riesce a ridere.
Roma del resto è un sogno, come l'omaggio che ne hanno fatto i baustelle.

Potrei continuare, ci sono ancora molti testi, "Gli Spietati" ad esempio dove ricalcano così bene quel senso di estraneamento che hanno le persone, quando nel vivere di principi ed etica si vedono lasciati indieto, perchè "gli spietati non sono come noi, perduti antichi eroi". Mi piace moltissimo questo loro modo di esprimere il midollo delle cose, nei testi centrano il punto, come la freccia la mela.
Tutti noi, penso ci siamo sentiti, almeno una volta dei perfetti scemi, nel credere che alla fine i principi avrebbero pagato, anzi sappiamo benissimo che lo facciamo per noi, che anzi, sarà fallimentare vivere così. Lo facciamo solo per giustizia, proprio come degli eroi, ma non quelli delle favole, quelli veri, perduti.

Ad oggi, credo sia il gruppo Italiano che apprezzo maggiormente, mi trasmettono sempre qualcosa, ne amo la crudezza certo, ma anche la poesia, sono come un film in bianco e nero, come le pellicole di Pasolini. Mi sembra di rivedere "Cosa sono le Nuvole?" perchè i Baustelle hanno la stessa magia, la medesima durezza, la poesia disincantata che s'incanta delle piccole cose, strazianti, meravigliose bellezze del creato.




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