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venerdì 28 ottobre 2016

Valori sbagliati. L'Editoriale di Gerd Dani

In una civiltà sviluppata quanto la nostra, che le quisquilie godano del primo posto è sinonimo di una scala dei valori sballata nei parametri.

È di ieri la notizia di un naufragio al largo delle coste libiche: 126 i migranti a bordo, 90 il numero dei morti. Il 75% di loro è deceduto con l'acqua nei polmoni, sprovvisto di un nome, una storia, una provenienza.

Per questo, vorrei fare un parallelo con il sisma che ha colpito nuovamente il centro Italia, senza fare vittime, fortunatamente. Come sempre, in tali circostanze, giornali, istituzioni e singoli individui si sono subito mobilitati.
I notiziari hanno dedicato intere edizioni alla cronaca del disastro, con sismologi in studio e inviati sul posto.
Il Governo ha immediatamente stanziato 40 mln. di Euro, l'intervento della Protezione Civile si è dimostrato repentino e persino nel piccolo, fra la persone e le associazioni, si è subito alzata la voce della solidarietà.


Lieto per tutto ció, mi chiedo se fra i terremotati, i governanti e persino chi, come il sottoscritto, è rimasto spettatore, ci sia qualcuno che abbia preso consapevolezza di cosa significhi essere parte di uno stato, di una nazione.
Della tutela, della protezione, del soccorso ricevuto nelle vicissitudini quotidiane, da quelle disperate alle più ordinarie.
Consapevoli di questa ricchezza, possiamo provare a fare un immane sforzo di immaginazione nel tentativo di comprendere -e di questo non sono troppo sicuro- cosa rappresenti la nostra condizione agli occhi di tanti esseri senza diritti.
Mi servo della parola "esseri" con voluta connotazione negativa, perché i migranti è questo che rappresentano per noi, anche per i più illuminati.
Numeri, provenienza, sesso, una piaga che affligge il portafogli e va eliminata dal libro paga, secondo alcuni tramite stanziamenti, secondo altri con la forza.
I nostri vivi, invece, e i nostri morti allo stesso modo, sono provvisti di vite che vengono raccontate, nomi e cognomi stampati su carta, problemi che si affrontano a caccia di soluzioni a causa del valore insito nella loro persona, nel loro essere parte di una nazione.

E in una civiltà sviluppata quanto la nostra, che le quisquilie godano del primo posto è sinonimo di una scala dei valori sballata nei parametri.

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