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sabato 1 ottobre 2016

I FIORI DEL MALE: IL CIRCEO

Erano gli anni settanta, a Roma, gli anni di tante cose, delle contestazioni, della banda della magliana.
Iniziano nel 1968 era scomparsa Emanuela Orlandi.
Roma era una capitale violenta, più di quanto non li sia adesso, era una città divisa per quartieri.
Si chiudono nel 1980 con la morte di Valerio Verbano.
Erano anni di Piombo, non a caso.



Tra il 29 ed il 30 Settembre del 1975, a metà strada fra Emanuela e Valerio ci sarà uno dei fatti di cronoca nera più gravi di sempre.
Una storia macabra, con Roma sullo Sfondo, la Roma borghese, quella fatta di gente buona e rispettabile.

I personaggi di questa vicenda sono:
Andrea Ghira, di 22 anni, figlio di un noto imprenditore edile.
Angelo Izzo, 20 anni, studente di medicina.
Giovanni Guido, di 19 anni, studente in architettura.
Rosaria Lopez, 19 anni, barista
Donatella Colasanti, 17 anni, studentessa.

Se le due ragazze provenivano da famiglie modeste, i tre ragazzi no.
Ghira ed Izzo aveva già avuto problemi con la gustizia, nel 1973 per una rapina mano armanta fatta insieme; non solo Izzo aveva già violentato due ragazze.

Rosaria e Donatella avevano ricevuto l'invito per una festa, avevano accettato, perchè i ragazzi venivano da buone famiglie, pensavano, forse, di fare la cosa giusta, di passare una bella serata.
Magari, erano anche rimaste lusigate nel ricevere le attenzioni di ragazzi più grandi, studenti universitari, che le volevano portare in una bella villa.

I fatti sono altri, la festa non ci fu mai, le due ragazze furono invece violentate ed umiliate ripetutamete.
Rosaria venne annegata nella vasca da bagno del piano superiore della villa.
I ragazzi infierirono su entrambe, odiandole come donne, ed anche perchè di un ceto sociale a loro inferiore.
Guido, ebbe la lucidità di tornare anche a Roma, per non mancare al pranzo in famiglia, salvo poi, tornare al Circeo per continuare il massacro con gli amici.
Donatella cercò di chiedere aiuto, telefonando ma scoperta subito, venne percossa con una spranga di ferro e perse i sensi, ne approfittò: si finse morta.

Credendole entrambe morte le caricarono sulla Fiata127 del padre di Guido e tornarono verso Roma.
Arrivati al quartiere Trieste decisero anche di andare a cena fuori, lasciando la macchina parcheggiata con dentro le due donne.

In viale Pola Donatella cercherà di chiedere aiuto, approfittando dell'assenza dei due ragazzi e la macchina sarà aperta alle ore 23:00, pensavano di trovare un gattino intrappolato dentro.. ma il fotoreport presente, invece, catturerà lo strazio sul volto di Donatella, l'orrore di una Roma criminale.

Inizia dunque un processo cha ha un impatto mediatico immenso.
Roma segue la vicenda, inorridita.
Il 29 Luglio del 1976 si avrà la pena dell'Ergastolo per Gianni Guido ed Angelo Izzo; Ergastolo in contumacia per Andrea Ghira.
Ghira però fuggirà in Spagna e poi morirà nel 1994 di overdose.
Izzo e Guido in carcere preso anche in ostaggio una guardia cercando di avadere.
Gianni Guido ci riuscirà, nel 1981, arrivando a Buenos Aires, venne poi riconoscito e fuggirà ancora, prima di essere preso a Panama nel 1994.
L'11 Aprile del 2008 verrà rilasciato dal Carcere di Rebbibia, adesso dunque è libero di girare per Roma.

Parlando invece di Izzo, bisognerà sapere che nel 2004 il tribunale di Palermo gli concederà la semilibertà. Il risultato sarà un duplice omicidio, quello di Maria Linciano e di sua figlia Velentina Maiorano, moglie e figlia del pentito della Sacro Corona Unita Giovanni Maiorano.
Izzo lo avevo conoscito in carcere.
Nel 2007 Izzo ha vista confermata la condanna all'ergastolo, per duplice omidicio premeditato.


Intanto, nel 2005 moriva per un tumore al Seno Donatella Colasanti, questa donna stoica, che sarà parte civile, al processo contro i suoi torturatori.
"Battiamoci per la Verità" furono le sue ultime parole.

Il caso del Circeo a Roma lo conoscono tutti, è come il mostro di Firenze.
I tre ragazzi sono quelli, per cui ogni figlia a Roma viene a sapere di questa storia.
"Non frequentare persone che non conosci bene"
"Non uscire con chi non ha amici in comune con te"
"Chi partecipa a questa festa, a che ora ti porto e a che ora ti vengo a riprendere?"
Tutti i genitori lo hanno detto alle loro figlie.
Guido, Izzo, Ghira sono lo spettro di tutto l'orrore che alle donne capita, le Romane lo sanno bene.

Forse è per questo che bisogna continuare a battersi, per la verità, e questa ci impone pene più severe, esemplari, ergastoli che non conoscono sconti o premi per buona condotta, perchè nell'uccidere, nell'umilire, nel violentare c'è stata lucidità, divertimento.
Battersi per avere condanne definitive, dove chi ha ucciso non possa mai più tornare in libertà.

Casi simili?
In Giappone, l'omicidio di Junko Furuta, del tutto identico a quello di Roma, forse ancora più spietato.
Sempre a Roma, l'omicidio Varani, con protagonisti Foffo e Prato.

La violenza, torna, sempre, uno schema mostruoso che ha nuove vittime, nuovi carnefici.
In tutti questi casi, giovani ricchi, che si divertono a massacrare un innocente.
Davanti a questo però, restano le parole di Donatella, il coraggio di una donna che ha tenuto testa ai mostri, che volevano rubarle la vita.
Ed io, come donna, mi sento Orgogliosa, non sono la parte lesa, sono la parte che ha resistito, che lo farà sempre.
L'importante è non Dimenticare.
Mai, Dimenticare.













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