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lunedì 5 settembre 2016

Un furto di nome accise

Ormai il prezzo del petrolio al barile è sceso attorno ai 30 dollari, ma perché i carburanti nel nostro Paese costano ancora così tanto? Benzina e gasolio infatti salgono rapidamente quanto il petrolio raggiunge valori più elevati, al contrario tendono a scendere molto molto lentamente. In quest’ultimo caso saltano ancora più all’occhio la miriade di accise inutili presenti sui carburanti in Italia che, per forza di cosa, fanno lievitare il prezzo al litro. Tante quelle che sembrano solamente scuse per “fare cassa“. FREE-ITALIA lancia un appello al Governo: tagliare le accise legate a situazioni superate ed eliminare l’iva sulle accise stesse. Le tasse incidono ben il 70% sul prezzo al litro dei carburanti, un vero e proprio furto!


Cos'è un'accisa?

L'accisa è un'imposta sulla fabbricazione e sulla vendita di beni di consumo.

È una di quelle imposte che la scienza delle finanze definisce "tributo indiretto", ovvero che non è pagato direttamente dal consumatore, ma il consumatore lo paga indirettamente attraverso il produttore, Mi spiego meglio: il produttore produce e vende un prodotto che ha un certo prezzo di mercato; su questo prodotto, lo stato impone un'accisa che il produttore paga perché vende quel determinato prodotto. Il consumatore finale che acquista tale prodotto lo pagherà un prezzo maggiorato, perché il produttore deve recuperare l'imposta pagata.

Le accise sono tasse che a differenza delle altre tasse sui prodotti (come per esempio l'IVA) vengono applicate soltanto a determinate categorie di prodotti e condizionano molto il prezzo al consumatore finale. In alcuni paesi, come per esempio nel mondo Anglosassone, le accise sono tasse "punitive" o "compensative": colpiscono infatti quei beni di consumo che possono in qualche modo recare un danno al paese, come per esempio gli alcolici.

In Italia sono soggetti ad accise i carburanti, l'energia elettrica e tutti i prodotti energetici (come per esempio il gas), gli alcolici e i tabacchi.

Quali sono le accise sulla benzina?

Ma veniamo al dunque: quali sono allora le accise che fanno salire così tanto il prezzo dei carburanti? Quanto influiscono sul prezzo finale? Perché sono state messe?

Le accise sulla benzina sono state aggiunte dal governo per ottenere le risorse finanziarie sufficienti a far fronte a diverse emergenze accorse nel corso degli anni. Emergenze che possono essere causate da calamità naturali o anche no. Il problema è che, quando le giustificazioni a questi incrementi di prezzo sono cadute, nessuno ha mai pensato di abolirli e oggi sono tutt'ora in essere, anche se risultano totalmente anacronistici.

Ecco un elenco di tutte le accise che paghiamo quando acquistiamo un litro di carburante:


1,90 lire (0,000981 euro) per finanziare la guerra d'Etiopia del 1935-1936
14 lire (0,00723 euro) per finanziare la crisi di Suez del 1956
10 lire (0,00516 euro) per riparare i danni del disastro del Vajont del 1963
10 lire (0,00516 euro) per ricostruire Firenze dopo l'alluvione del 1966
10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968
99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976
75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980
205 lire (0,106 euro) per finanziare la guerra del Libano del 1983
 22 lire (0,0114 euro) per finanziare la missione in Bosnia del 1996
0,02 euro per rinnovare contratto degli autoferrotranvieri del 2004
 0,005 euro per acquistare autobus ecologici nel 2005
0,0051 euro fronteggiare il terremoto dell'Aquila del 2009
 da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011
 0,04 euro per fronteggiare lo sbarco di migranti dopo la crisi libica del 2011
 0,0089 euro per fronteggiare l'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011
 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011
0,02 euro per far fronte ai terremoti dell'Emilia del 2012



Come potete vedere, si tratta di tasse veramente anacronistiche, che si riferiscono ad avvenimenti di decine e decine di anni fa (80 anni nel caso della guerra in Etiopia). Ognuno è libero di pensare come vuole, per carità, ma è certo che se fossero eliminate tutte queste tasse ormai insignificanti il carburante costerebbe un po' meno. Vediamo.

In totale, l'accisa sui carburanti ammonta a circa 0,41 euro al litro IVA esclusa. Basta fare un rapido calcolo per capire quanto vale aggiungendo l'IVA (basta aggiungere a 0,41 il suo 22%. Il risultato è di circa 50 centesimi). A tutto bisogna anche aggiungere la cosiddetta "imposta di fabbricazione sui carburanti", il che porta a un aggiunta al prezzo finale al consumatore di circa 72 centesimi per la benzina e di circa 61 IVA esclusa (Con l'IVA, circa 0,89 euro per la benzina e 0,75 per il gasolio).

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