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giovedì 8 settembre 2016

Questo mondo è IMPAZZITO

Il mondo arranca. Vi ricordate valori come socialdemocrazia e internazionalismo, diritti e liberazioni? ecco DIMENTICATEVELO.
In Questo Terzo Millennio, dai suoi esordi e fino a oggi, punta dritti verso il medioevo delle società cannibali, delle classi spremute, dell'alienazione individuale, dell'incubatrice delle ecatombi mondiali a venire.

La Storia. è stato detto, si presenta la prima volta in forma di tragedia, la seconda come farsa. Ma non specifica, il pensiero, quante siano e comunque saranno le vittime e le sofferenze pure della seconda apparizione. Si può ben distruggere e ammazzare perfino con la giubba da pagliaccio.
Il voto dei britannici per uscire dall'Unione, ne fan fede sia i preponderanti argomenti della campagna sia la distribuzione elettorale per età e cultura, è stato un voto di pancia, sul margine dell'autolesionismo perfino per le classi lavoratrici.
In ultima analisi la Brexit è ancora un altro effetto dell'esondazione migratoria cui gli storici futuri intitoleranno, io credo (in buona compagnia), i decenni presenti: gli inglesi che hanno scelto "leave" lo hanno fatto in stragrande maggioranza per prendersi il diritto di alzare barriere anti-uomo come stanno attuando.

Il che ci dice due cose: che trattasi di una uscita dall'Unione come reazione non come rivoluzione (tristezza mette la cecità dei sinistri nostrani e non, i quali pensano che questo voto sia una rivincita contro lo strapotere capitalista di troike e affini), e che se vista da più lontano, con le più ampie lenti geostoriche, l'Europa si rompe suicidandosi sotto la spinta implicita di ciò che chiamavamo Terzo Mondo.

Non è un caso che fascismo e razzismo si concentri maggiormente nelle società ad alto reddito mal distribuito, Paesi, cioè, in cui la spinta all’individualismo e alla competitività sono maggiori, dove mancano uno spiccato senso della solidarietà ed una comunione di mezzi e di attività finalizzate al benessere di tutta la comunità, intesa come co-operazione di tutti gli individui che ne fanno parte con uguali diritti di accesso alle risorse e di beneficio dei prodotti ottenuti.

Non è così semplice  trovare la genesi del ritorno del pensiero fanatico. Se mettiamo in fila le componenti principali di una cultura fascista (in tutte le sue sfumature, dal populismo fino al nazismo) troviamo sì il razzismo, il nazionalismo, il patriottismo esasperato, la violenza contro i diversi, l’esaltazione di valori o pseudo-valori che tengono unito il branco. Ma questo produrrebbe solo un’aggregazione di pochi che finirebbe per costituire una sorta di cancro sociale più o meno tollerabile e arginabile per una democrazia cosciente di sé e dei limiti che deve porre per difendersi e restare tale. Invece, l’aspetto più subdolo della cultura fascista è il suo rivolgersi ai molti, solleticando sentimenti e pulsioni da cui nessuno di noi è del tutto immune. E’ in questo marasma di confusione e pregiudizi, di ignoranza e arroganza che prosperano tutte le proposte assimilabili col fascismo che hanno un unico tratto comune: la negazione di diritti umani fondamentali che finisce per essere accettata quasi inconsciamente.

Innanzitutto la paura. Paura dell’oggi e del domani (particolarmente acuta nei momenti di crisi economica), paura dello straniero, paura del diverso. Creare un “nemico” esterno e interno è stato, infatti, uno dei principali strumenti della propaganda nazi-fascista. Lo spiegava bene Marcuse quando analizzava in "Davanti al nazismo” l’evoluzione delle strategie di Hitler per costruire il “nemico interno” caricando sugli ebrei ogni immaginaria colpa storica e antropologica, a giustificazione preventiva della “soluzione finale”. Ma, per agire sulle paure, non c’è nemmeno bisogno di inventare colpe e di addossarle ad un popolo intero o ad una religione, come fu con gli ebrei o come potrebbe essere adesso con i musulmani. A volte basta un’esaltazione becera della propria “civiltà” come qualcuno ama fare oggi, da noi.


E  intanto  Sono circa mezzo milione i bambini rifugiati venuti in contatto con i trafficanti durante gli spostamenti. A rendere pubblico questo terrificante dato, l’Unicef che sottolinea come l’attesa nel limbo alle porte della fortezza Europa e la disperazione abbia condotto circa 500mila minori nelle mani di criminali, ma chissenefrega.

Il tramonto definitivo del Novecento e dei suoi modelli non porta, così, all'alba del sol dell'avvenire, bensì alla notte del caos antidemocratico, neofascista, dell'anarchia per bande di ricchi e sicari, razzista. Questo è scritto nei rapporti di forza concreti, ad analizzarli concretamente. Conflitti producono solo altre 
e ùnon consentiscono alcuna soluzione, solo odio.
Da Calais a Idomeni, dalla Turchia all'Austria, i nemici contro cui schierare l'esercito NON sono le persone e le famiglie in fuga dalle bombe e dalle persecuzioni.
Fermiamo subito le armi e la violenza. 
Basta guerre e muri! È arrivato il momento di essere civili e umani e di costruire politiche di pace e di accoglienza.

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