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domenica 11 settembre 2016

Mi stavo scordando L'11 Settembre.

Ricordo che ero a casa, la televisione di colpo si fermò, su tutti i canali si vedevano le torri di N.Y. colpite, che bruciavano.
Pensai che doveva esserci stato un incidente, poi invece le prime dichiarazioni e poi i video, i morti, la gente che si buttava di sotto i vigili del fuoco che invece salivano per cercare le persone.
Le prime smentite, le dicerie su un complotto alle spalle di questo evento, solo per poter giustificare un'altra guerra.

Evidentemente di Guerre ne abbiamo fatte troppo poche.

Sono passati tantissimi anni, ed ero solo una ragazzina all'epoca.
Ricordo che a scuola non si parlava di altro, l'idea di andare in guerra, da bravi sudditi americani, per alcuni sembrava quasi esaltante.
Pronti a compiere il nostro dovere, portando la nostra democrazia in giro, come aveva fatto Hernán Cortés.

Io, francamente, non l'ho mai capita questa voglia di andare in guerra, questo nazionalismo mascherato, che poi si veste di grandi guadagni per chi va in "missione di pace" con fucile in spalla.
Io detesto le guerre.

Fosse per me, eliminerei l'esercito in ogni posto del mondo, perchè se ci fosse alla base del rispetto e l'osservazione delle leggi nessuno dovrebbe fare un "lavoro" simile, nessuno dovrebbe essere addestrato ad ammazzare altre persone.
Mercenari della propria patria, ci può essere qualcosa si più triste?
Credo sia veramente la nemesi dell'idea stessa di libertà, ed anche di libero arbitrio.

Non ho mai pensato che quell'attacco fosse contro l'Occidente, forse anche perchè non mi sento Occidentale, non nei termini relativi ai dissaporri inerenti a questa situazione globale.
Sono semplicemente nata in Europa, ma questo non mi rende più o meno umana di chi nasce in Cecenia o in Libia.

Ricordo che per molti anni le parole di Oriana Fallaci ebbero grande Eco; attraversò nuovamente 15 minuti di celebrità grazie al suo razzismo. Lei che parlava di nazioni, di nazionalità e che poi se ne era andata a vivere in America, forse stanca del suo paese, un immigrata, ma di lusso.

Ci restai molto male, perchè moltissime persone presero questo evento come palla al balzo, per motivare il loro odio contro il resto del pianeta, sembrava quasi che il crollo di due torri, avesse dato ai cretini nuovamente la possibilità di decidere qualcosa.
Loro, che sono da sempre la matrice di simili eventi.

Ad oggi, francamente, penso sempre che nel mondo siamo noi la prima causa di morte, per noi stessi.
Sembra facile puntare il dito, fatto per fatto, piccolo avvenimento per avvenimento, ma la chiave di lettura, molto più ampia mostra, apertamente, che da sempre gli esseri umani distruggono la loro stessa gente.
Animati da religione e denaro, abbiamo la capacità di distruggere interi popoli.
Non punto il dito contro il mondo arabo che, certo è tanto diverso da me, punto il dito contro tutte quelle persone che hanno favorito questo assetto mondiale.
Ci stiamo dimenticando che di bambini ne muoiono tutti i giorni, ad Aleppo, in Palestina, in Africa, e la mano che li sta sterminando è proprio di quell'Occidente democratico che vende le armi, che desidera controllare tutto il petrolio del mondo. Quell'Occidente governato dalle banche e dalla grandi industrie planetarie che vive del lavoro minorile, che sopravvive grazie all'idea, che chi è più povero di noi sia il responsabile della nostra stessa povertà.

Ad oggi mi preoccupano altre cose, resto esterreffatta, quando milioni di persone continuano a seguire il calcio, uno sport orribile, dove in nome del "talento" molti imbecilli vivono fra il lusso più smodato, resto senza parole quando, per informazione, si intende credere a tutto quello che viene detto in televisione, finendo per guardare programmi quasi pornografici, come Amici o L'isola o il Gf.
Quando sento che un gruppo di imbecilli resta fuori da un centro commerciale per avere l'ultimo telefonino uscito sul mercato, penso che l'umanità merita quasi di essere decimata.

Il più grande nemico del nostro tempo, e del nostro pianeta è l'aver pensato che siamo creature intelligenti, quando, evidentemente, su dieci esseri umani trovarne due con della cultura ed uno intelligente è già tanto.

L'11 Settembre non mi ha fatto paura all'epoca e non mi fa paura adesso.
Sto sempre dalla stessa parte, faccio sempre il tifo per le persone che con coraggio e umiltà difendono quello in cui credono, cercando di fare la cosa giusta.
Putroppo sono sempre quelle, che pagano il prezzo più alto.

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