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venerdì 23 settembre 2016

La Terra potrebbe perdere l'esclusività della vita

Fino ad oggi, il Sistema Solare è l'unico sistema planetario che ospita la vita come la conosciamo. Ma presto il Sole, la Terra e gli altri pianeti potrebbero perdere lo status di "speciali". A circa 450 anni luce da noi, nella costellazione del Toro, sta infatti nascendo un sistema planetario dove un giorno potrebbe svilupparsi la vita. Lo sostiene un team di astronomi, che ha studiato in dettaglio MWC 480, una giovane stella circondata da un disco di gas e polveri da cui potrebbero formarsi nuovi pianeti. Osservando le zone più esterne e gelide di questo disco protoplanetario, gli scienziati hanno infatti rilevato per la prima volta la presenza di molecole organiche complesse fondamentali per la formazione degli aminoacidi, fra i più importanti "mattoni" della vita.

 La scoperta, pubblicata su Nature, è un'ulteriore conferma che le condizioni che hanno consentito lo sviluppo della vita sulla Terra non sono uniche nell'Universo, un punto cruciale nella ricerca della vita su altri pianeti.


Le osservazioni del disco di MWC 480 hanno rivelato la presenza di cianuro di metile, una molecola complessa a base di carbonio. Secondo i dati raccolti, nel disco protoplanetario ce ne sarebbe abbastanza da riempire tutti gli oceani della Terra. Gli astronomi hanno poi anche scoperto la presenza di acido cianidrico, una molecola "cugina" più semplice del cianuro di metile. Queste molecole organiche complesse, che appartengono al gruppo dei cianuri, sono fondamentali per la vita come la conosciamo. Contengono infatti legami fra atomi di carbonio e di azoto, essenziali per la formazione degli aminoacidi, gli ingredienti delle proteine e quindi fra i principali "mattoni" per la vita. La presenza di queste molecole è stata rivelata dall'Atacama Large Millimetre/submillimetre Array (Alma), una rete di radiotelescopi installata nel deserto cileno di Atacama. Grazie alle sue potenti antenne, Alma può captare la debole emissione di queste molecole, sotto forma di onde radio di alcuni millimetri di lunghezza d'onda.

Queste complesse molecole sono state rilevate nelle regioni esterne del disco, a più di 4,5 miliardi di chilometri da MWC 480. Questa stella, la cui massa è all'incirca due volte quella solare, è giovanissima: appena un milione di anni di età, praticamente una neonata rispetto ai cinque miliardi di anni del Sole. Le regioni esterne del disco, sottolineano gli astronomi, non sono troppo diverse dalla fascia di Kuiper, la zona del Sistema Solare esterna all'orbita di Nettuno, considerata il regno delle comete e dei planetesimi ghiacciati. Si pensa che comete e asteroidi abbiano portato sulla Terra acqua e molecole organiche, contribuendo così a mettere le basi per lo sviluppo della vita. È quindi chiaro come le regioni esterne del disco protoplanetario siano ideali per la formazione  dei "mattoni" della vita. "Studi di comete e asteroidi mostrano che la nebulosa che ha dato origine al Sole e ai pianeti era ricca di acqua e composti organici complessi", sottolinea Karin Öberg dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics presso Cambridge negli Stati Uniti, prima autrice dell'articolo. "Abbiamo ora indizi ancora più chiari che questa stessa chimica sia presente in altri luoghi nell'Universo, in regioni che potrebbero formare sistemi planetari simili al nostro".

Il disco di MWC 480 è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo, e non è ancora stato possibile evidenziare chiaramente la presenza di formazione planetaria al suo interno. Trovare molecole organiche complesse in questo ambiente è stata però una sorpresa. Sappiamo infatti che molecole così complesse possono formarsi nel cuore più freddo e oscuro delle nubi interstellari, dove i complessi processi di costruzione delle molecole possono procedere quasi indisturbati. Non era però chiaro finora se queste molecole potessero nascere e sopravvivere anche all'interno di un sistema planetario in formazione, un ambiente decisamente più turbolento dove gli urti e la radiazione della giovane stella possono distruggere i legami chimici molecolari. Eppure le osservazioni di Alma hanno mostrato che l'abbondanza di queste molecole nel disco di MWC 480 è anche maggiore di quanto si trovi nelle nubi interstellari. In altre parole, anche in un ambiente così movimentato le molecole organiche non solo possono sopravvivere, ma addirittura prosperano e si formano a un tasso relativamente rapido.

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