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domenica 11 settembre 2016

Italia, Analfabetismo funzionale...

Voglio fare alcuni doverosi chiarimenti ad alcuni amici, riguardo ciò ke penso su tutta la questione oramai satura, della satira di Charlie Habdo . perché più di un amico mi ha chiesto in privato cosa voglia dire analfabetismo funzionale.

La ragione sociale della #satira è indurre una riflessione e promuovere un cambiamento, non deve di certo far ridere. Poi qualche volta ci riesce pure, ma è un altro fatto. Chi vuole ridere deve cercare il cabaret, le imitazioni, lo sberleffo, le parodie, la comicità, non la satira, che al contrario deve suscitare una reazione istintiva, fino alla nausea e allo schifo. Ci riesce mostrando le contraddizioni di un popolo, di un ambiente, di una situazione specifica in un contesto ben preciso, tant'è che fin dall'antichità la satira è stata sempre correlata alla vita politica generando influenza nell'opinione pubblica. La satira colpisce il politicamente e umanamente scorretto. E utilizza segni, simboli e immagini notoriamente attribuiti al destinatario della satira, proprio per dirci qualcos'altro su quel destinatario. Ecco perché la satira colpisce la religione, la morte, le disgrazie e gli stereotipi. Ma la satira non è un fumetto: infatti non racconta la rappresentazione di ciò che noi vediamo, ma la utilizza per parlare di altro. Nella vignetta di cui stiamo parlando, quindi, non si racconta di un terremotato sporco di sangue come le penne al pomodoro, di un'altra donna ferita ricoperta di sabbia come le penne gratinate sono ricoperte di parmigiano e pangrattato, e di tante vittime a strati tra le macerie come lasagne. L'obiettivo è la casa, la costruzione, tutto ciò che è venuto giù col terremoto. E non avendo altri grandi "credo" come italiani, la metafora più evidente da utilizzare era quella con il cibo. E i Francesi non hanno riso dei morti sotto le macerie, ma volevano far riflettere sul fatto che in altri Paesi del mondo (dove non si mangiano metaforicamente questi piatti) un terremoto di quella stessa potenza avrebbe fatto il solletico, per esempio in Giappone  (dove si mangia sushi). Perché in Italia si muore per un terremoto di magnitudo 6.2? Perché non affrontiamo seriamente i nostri problemi. Non poniamo attenzione al nostro territorio, sappiamo di essere un Paese ad alta criticità sismica eppure non mettiamo in sicurezza il patrimonio già esistente e non costruiamo con tecniche antisismiche, e se possiamo imbrogliare lo facciamo. Vogliamo ancora parlare della scuola antisismica la cui messa in sicurezza appena quattro anni fa è costata 700mila euro ed è venuta giù come fosse di pangrattato? Queste sono le domande che dovremmo porci. E se non ce le poniamo da soli, magari ci aiuta la satira. Perché questo è il vero scopo della satira: mobilitare, surriscaldare, svincolare, risvegliare dal torpore. Il problema è che dopo esserci indignati per la mancanza di rispetto della satira, dovremmo arrivare ad indignarci per ciò che la satira comunica attraverso la sua rappresentazione. I Francesi ci hanno detto: cari Italiani, i vostri morti non sono morti di terremoto, sono morti di italianità. Smettetela con gli appalti truccati, col cemento depotenziato, con le mazzette ai costruttori, con le magagne, coi raggiri. Svegliate le vostre coscienze e datevi da fare per curare il curabile e prevenire altri disastri. Il compito della satira è ingrato, perché è naturale indignarsi, e deve assolutamente restare libero da qualunque vincolo, perché non è cabaret, non è spettacolo, non è comicità. Ma quell'indignazione deve essere fruttifera, deve portare risultati, al nostro sdegno dobbiamo far seguire i fatti. Non accettiamo compromessi, non pieghiamoci alla volontà di pochi eletti. Cerchiamo di cambiare le cose. Altrimenti non sarà servito a nulla.
Aggiungo inoltre che nn parlerò mai più di Charlie Habdo....cadrei nella trappola del "depistaggio di cose più serie"

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