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lunedì 26 settembre 2016

Il Re LUCERTOLA


"La Solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno"

"Siamo buoni a nulla ma capaci di tutto"

"Il Genere più importante di Libertà è di essere ciò che si è davvero"

Sono parole, ma sono anche valori, ideali, sogni.
A pronunciarle è stato James Douglas Morrison, cantautore, poesta, Leader dei The Doors.
Lo conosciamo, quasi tutti, come una delle figure più importanti degli anni Sessanta, simbolo della profonda inquietudine giovanile, poeta maledetto arstita tale che Rolling Stone gli darà il posto numero 47 nella classifica dei 100 migliori cantanti.
 Si trova anche al numero 22 nella classifica dei 50 migliori cantanti Rock per la rivista britannica Classic Rock.



Jim, perchè è così che si faceva chiamare, incarna la sua generazione, come pochi altri hanno saputo fare, uno di quelli della maledizione della J, uno di quelli che ci ha lasciati presto.
Un sogno americano, nell'infanzia di un ragazzo portato in lungo ed in largo per il paese, che passa da brillante studente a contestatore, fin quando non sarà arrestato per Ubriachezza e disturbo della quiete.
Jim, brillante lo era veramente, carismatico, istrionico, colto, grande lettore, un ragazzo che aveva per la testa tante cose e che presto si sarebbe ritrovato a cantarle, mostrandoci la sua versione della storia.

Era il 1964 quando arrivò a Los Angeles iniziando a fare una vita Bohemien fra i corsi di cinematografia. Nel 1965 fonderà i The Doors ed il nome lo sceglierà proprio lui, Le Porte, per fare un richiamo all'amato poeta William Blake.

Che bel Nome, per un gruppo "Le Porte" specialmente nel 1960, quando sembrava veramente che qualcosa stesse cambiando, quando, alla fine, qualcosa è cambiato veramente, quando i movimenti studenteschi si muovevano per tutto un paese, instacabili.

Jim Morrison era la metamorfosi di quel periodo e quando si esibiva sul palco era uno spettacolo, uno vero che, mandava le persone in completa adorazione. Ubriaco, a volte veniva fermato e poi, ancora, si infilava il microfono in boccA, produncendo suoni sconosciuti. Saliva sul palco e diventava un'altra cosa, diventava il Re Lucertola, era Dionisio, era un Mito.
C'è un Murale a Parigi che lo ritrae, opera di Jef Aérosol, che in pochi tratti ferma l'immagine della sua poesia, della sua persona.

Quando il 2 Luglio Light My Fire raggiungerà il primo posto della classifica di Billbord il suo gruppo entrò nella storia e le sue esibizioni leggendarie, ormai erano intoccabili.
Quando nel 1967 uscirà Strange Days si aggiudicherà il 3 posto della classifica di Bilbord,  Jim era ormai considerato un punto di riferiment,o nel panorama artistico musicale.
Quando infatti i The Doors si esibiranno all'Ed Sullivan Show e venne chiesto loro di sostituire la parola Higher nella canzone Light My Fire se, dal principio, il cantante non fece opposizione, poi la pronuncerà lo stesso, finendo per sempre bandita dallo show.

Atto di coraggio? No, credo coerenza, perchè era qulla che Jim cercava, coerenza, desiderio di rivalsa, voglia di essere libero, la volontà di non essere schiacciato.

"Si può privare un uomo della sua libertà politica e non lo si ferirà? Finchè non lo si priverà della sua libertà di sentire. Questo può distruggerlo."

Jim Morrison morirà a Parigi, nella città che sembrava fatta per lui, dove si era trasferito con la compagna Pamela Courson. Era il 1971 e avrebbe voluto dedicarsi solamente alla poesia.
Ma anche nella morte, ci resta qualcosa di straordinario; perchè secondo le fonti ufficili fu trovato priva di vita nella vasca da bagno, dalla sua compagna che, appunto, allertò la polizia.
Infato.
Ma secondo un'altrà storia Jim morirà in un Pub, per uso di Droga, ma l'amico e la fidanza, non volendo che i giornali mostrassero a tutto il mondo la debolezza di una persona tanto amata, lo portarono a casa sua, lo puliro, e dunque allestirono la storia dell'infarto.

Non si saprà mai, anche perchè pochi anni dopo anche Pamela morirà per droga.

Mi piace pensare che, la versione vera, sia la seconda, la leggenda metropolita francese sulla fine di questo ragazzo, perchè c'è della poesia in questa morte.
C'è poesia e c'è amore, c'è gratitudine, quando due persone decidono di darti una morte dolce, per evitare che le sofferenze di una vita vengano usate per distruggere la tua persona.

Molti pensarono anche ad un complotto della CIA per far sparire Artisti scomodi dalla circolazione, ma resta solo una delle tante ipotesi di quell'espoca.

Io, quando mi metto ad ascoltare: "This is the end, beautiful friend... This is the end, my only friend, the end.." mi sento pervasa da una grande tristezza, da una radicata consapevolezza, e sono seduta a contemplare la mia vita, con il tempo che scorre, quello dei ricordi, ma anche quello dei sogni.
Per me Jim resta questo, sarà sempre questo, una voce nel buio, che canta dell'ombra.

Tutti i bambini sono alienati, in un paese disperato, ed arriva la fine delle notti in cui tentammo di morire; questo per me è Jim Morrison, queste parole le canta anche adesso, perchè ha descritto oltre il suo tempo.
Ha descritto anche Me.






 








 da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/solitudine/frase-28630im Morrison arrivò all'UCLA di Los Angeles all'inizio del 1964, trovò un appartamentino vicino al campus, a Westwood, e cominciò a condurre una vita in stile bohémien. Ai corsi di cinematografia conobbe Ray Manzarek, che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach, propose a Morrison di formare un gruppo dopo averlo sentito cantare alcune delle sue liriche, tra cui Moonlight Drive. Nella band confluirono poi il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore; il nome The Doors (Le Porte) fu scelto da Jim Morrison e deriva dal verso di una poesia di William Blake, ripreso a sua volta dallo scrittore Aldous Huxley nel suo saggio "The Doors of Perception" sugli effetti della mescalina.8?f=a:504>

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