BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

sabato 10 settembre 2016

BOB DYLAN

Cosa posso dire, oltre quello che già è stato detto?
Cosa posso scrivere di più, su una persona che ha ricevuto premi e che diverse persone hanno intervistato?
Non lo so.
Forse posso dirvi cosa ne so io, e cosa ne penso io di Robert Allen Zimmerman.
Posso dirvi che i suoi nonni arrivarono in America nel 1905 da Odessa e che "Dylan" crescerà vicino le rive del lago maggiore, nel Minnesota.


Posso dirvi che la sua carriera è un insieme di premi, di tanti riconoscimenti, e che forse, è uno degli artisti più premiati di sempre, sfiorando anche un premio nobel per la letteratura.

Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo classifica al secondo posto fra i 100 migliori artisti rock di sempre, preceduto dai Beatles; e sempre dalla rivista nel 2006 il suo album venne considerato il migliore dell'anno.

Tornando indietro sappiamo che, nel 1990 ha ricevuto la carica di Commandeur des Arts et des lettres dal ministro della cultura francese; mentre nel 2000 vinse il Polar Music Prize, della Accademia reale Svedese di musica.

Un Bob Dylan di appena venti anni lascerà il college per andare a New York dove si esibirà in vari club del Greenwich Village. Sarà in questo conteato che John Hammond, il cercatore di talenti della Colunbia noterà il suo talento.
Robert venne dunque scritturato ed incise il suo prima disco "Bob Dylan" dal quale poi prenderà definitivamente il nome. Non sarà un successo clamoroso, ma dalla sua parte, riconoscendone il talento si schierà subito Johnny Cash, altro destinato ad essere una della leggende del suo tempo.
Bisognerà aspettare il 1963, un nuovo album, un nuovo menager ed un nuovo nome per iniziare ad affermare la propia arte.
Ma al Greenwich aveva anche conosciuto Joan Baez, quindi non si poteva dire che non stesse organizzando la sua vita.
A quei tempi era così, erano tutti funamboli i cantanti, si dividevano fra prove, provini, concerti dentro locali e la voglia di incidere un loro pezzo, promuovendo i loro ideali.

Io credo che sia in questo preciso momento che un giovane cantante diventa qualcosa di più, erano anni difficili quelli, anni ricchi di scelte, di lotte, di battaglie.
Dylan sceglie apetamente dove stare e diventa insime a Joan Baez quasi il portabandiera di quei diritti impareggiabili che, finalmente sembrano alla portata di tutti.
Il suo album  The Times They Are a Changin sarà infatti il più politico della sua carriera, senza troppo girare sulle cose, con la sua solita eleganza, Dylan si farà portavoce della voglia di verità che ormai sua generazione richiedeva.
Basti pensare che, una delle canzoni dell'album parla di una giovane cameriera uccisa per mano di un ricco borghese, la sottigliezza sarà far capire che, la cameriera fosse afroamericana.

Oggi sembra normale, scontrarsi apertamente su queste cose, ma non è propriamente così, anzi, specialmente oggi, davanti ad un razzismo prorompente che, nuovamente anima la nostra società, dovremmo renderci conto che poi, alla fine, stiamo raccontento storie di persone, e quando le differenze servono per non applicare la legge, allora tutta la nazione ne risente, tutto il popolo fa un passo tragicamente indietro.
 Bob Dylan lo cantava quasi cinquanta anni fa.

Fra il 64 ed il 65 Dylan diventerà quello che conosciamo tutti, la sua immagine con capelli ricci e spettinati, gli occhiali neri, le camicie, il suo fare riservato, dandy, elegante, quanto basta per trasformarlo in una vera Star, si imprimerà nell'immagine collettiva.
Non voglio negare che la prima volta che iniziai ad interessarmi a lui fu perchè pensai; "cavolo, uno così se lo incontrassi potrei veramente seguirlo in capo al mondo.. perfetto.. con gli occhi come il cielo e come il mare".
Ebbene si, è andata proprio così.
Non so se avete sentito e visto il video di "Subterranean Homesick Blues" ma rende perfettamente cosa per me sia, ancora adesso Bob Dylan.
Lo stesso che canta Mr Tambourine Man , dovreste cercarvi quando nel 64 la canterà al Newport Folk Festival, penso inizierete a capirmi perfettamente, quando vi dico che è irresistibile.
Forse è anche per questo che tantissimi gruppi e personaggi musicali hanno desiderato fare dei rifacimenti delle sue canzoni, come, ad esempio, i Guns N'Roses.

Alcune sue canzoni hanno cambiato il mondo, la percezione che abbiamo di esso, ci hanno toccato dentro e di generazione in generazione si fortificano nel loro significato, quasi dogmatico.
Sto parlando di Blowin in the wiind, cantanta anche da Joan e da una bellissima Robin Wrigh in Forrest Gump.
Durante la guerra fredda sarà la volta di A Hard Rain's A-Gonna Fall, e successivamente The Times They Are A-Changin perchè, come dice lui stesso voleva abbracciare il cambiamento e scrivere una grande canzone.
Quando Poi si esibirà nella sua Like a Rolling Stone, ancora una volta, guardando al di là del nostro naso stavamo assitendo ad una nuova era musicale. Se all'inizio il pubblico pensò che Dylan si stesse commercilizzando, dopo si ritrovò nella nuova corrente Folk-Rock.
Bon Dylan non solo ci stava cantando il cambiamento, ancora una volta se ne era eletto portabandiera.

Non penso basterebbe un semplice articolo, servirebbe un libro per raccontare la vita di questo uomo surreale, che riuscì a riprendersi anche da un grave incidente motociclistico, ancora oggi chiacchierato.
Forse semplicemente come acceddè a Paul McCartney.

Pensiamo ad esempio a quando la sua All Along the Watchtowe sarà ripresa da Jimi Hendrix, o quando scriverà I'd Have You Anytime insieme a George Harrison; davanti a queste piccole cose ci rendiamo contro che forse è del tutto impossibile pensare la musica senza Bob Dylan.
Alcune volte mi domando, ad oggi, cosa avremmo potuto avere se lui non avesse influenzato così tanti altri artisit, ed avesse portato la sua arte all'intero di diversi generi musicali, anche diversissimi fra loro.
Forse caleidoscopico come lui esiste solo il concetto stesso che noi abbiamo della Musica.

Voglio lasciarvi con un suo pensiero, direttamente dall'intertvista del 2001 fatta da Mikal Gilmore.
Quando gli si chiederà se intravede speranza per la difficile situazione mondiale dell'epoca, (credo non meno grave di quanto lo sia oggi) Bob Dylan,  risponderà citando il libro L'arte della guerra, chiedendo ai potenti del mondo di conoscere loro stessi ed anche gli altri, perchè solo attraverso la conoscenza reciproca ci può essere vittoria.
"Le cose dovranno cambiare per forza. E una in particolare: le persone dovranno cambiare il loro mondo interiore".
Non credo ci sia più grande verità e augurio più bello per tutta l'umanità.

0 commenti:

Posta un commento