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giovedì 25 agosto 2016

#Terremotoitalia: il 70% delle case italiane crollerà perchè non a norma anti-sismica.

Un Paese come il nostro, ad alto rischio sismico, disseminato di centri storici antichi costruiti su roccia e calcare,  non può permettersi di avere il 70% delle abitazioni fuori dalle norme anti-sismiche. Quasi 3 edifici su 4, cioè, non sono in grado di reggere l’urto di quella che viene definita la “scossa di riferimento”.
Fuori dai tecnicismi, la scossa di riferimento è il risultato di un’analisi statistica che assegna una media di 475 anni alla possibilità che si verifichi in un luogo un evento sismico la cui intensità varia da chilometro a chilometro.

Il dato che ci interessa, soprattutto in questo momento di dolore e lutto e con 1500 sfollati solo nelle Marche, è la straordinaria sistematicità di questi terremoti, cui corrisponde la quasi totale mancanza di risposta in termini di stabilità ed elasticità degli edifici a restare in piedi quando la terra trema.
Dovremmo prendere ad esempio il Giappone, terra ancora più sismica se possibile, che è all’avanguardia nella progettazione di case anti-sismiche e di un sistema di norme che non consente deroghe.
In Giappone una botta così arriva una volta al mese e loro, sulla sicurezza, sono diventati i primi al mondo, Mentre da noi succede ogni cinque anni. Tutte le volte piangiamo, promettiamo. Ma poi ci dimentichiamo e lasciamo perdere.
In Italia serve UN quadro normativo di riferimento su edilizia antisismica, ma sopratutto una cultura della prevenzione e analisi sul territorio. se no, queste tragedie si ripeteranno.
Quando crollò la scuola di San Giuliano in Puglia nel 2002, fu stabilita per legge la necessità l’obbligo di una certificazione anti-sismica almeno per le scuole: fu imposta una “analisi di vulnerabilità” talmente vincolante che solo la metà degli istituti scolastici ha rispettato le regole. E parliamo di edifici pubblici, immaginiamo per quelli privati, la stragrande maggioranza. In particolare per quelli di famiglie incapienti e a basso reddito che non riceverebbero nessun beneficio da detrazioni e sconti fiscali per mettere in sicurezza le case.

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