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sabato 9 luglio 2016

NATSUO KIRINO: Regina del Noir

In ambito letterario si spazia, chi ma leggere ed è curioso, per natura si lascia tentare dalle librerie, in ogni posto in cui si trova.
C'è sempre un pretesto ed una buona ragione per comprare un libro.

Anche se non è propriamente corretto esprimersi in questo modo, per sintetizzare, posso dire che amo la letteratura Giapponese.
Ho iniziato ad interessarmene alle medie, con Banana Yoshimoto, leggendo Kitchen, finendo per leggere tutti i suoi libri.
Sono passata al premio nobel Kawabata, per poi interessamri di Murakami.

Qualche anno fa ho posato gli occhi su Natsuo Kirino.
Per caso, trovata sullo scaffala dell'usato, di una grande libreria in pieno centro storico.
Non ho potuto resistere, ho sbirciato la trama, ho letto velocemente l'inizio del libro e l'ho comprato.

Non ho più smesso di leggere questa donna, questa scrittrice portentosa, e pochi giorni fa sono corsa a prendere il suo ultimo libro La notte dimenticata degli angeli, letto in due giorni, senza staccare mai gli occhi dalla pagine.
Socrrevole, bellissimo, un'altra storia unica, degna della scrittrice.
Una storia che solo lei poteva scirvere.

Natsuo Kirino o la ami o non la capisci, è una di quelle penne rare, che devi sentire parte della tua vita; parla di te, oppure di un mondo, che non sei mai riuscito a vedere, che non ti sfiora e dunque, non riesci a comprendere, che cosa ci sia alla base delle sue violente storie.
Una violenza che non è mai fine a se stessa, perchè tutte le suo storie nascono dal Chaos, dall'esplosione delle forze che, muovono il nostro mondo. Le regole per essere tracciate, Natsuo le deve prima sovvertire.

Io amo, ammiro, il mondo in cui prendono vita i suoi personaggi, reali, vissuti, sospesi, alla ricerca di qualcosa, incapaci di afferrare la vita per come viene, desiderosi di cambiare, di cercare una soluzione, rivoluzionari, combattivi, arresi solo davanti al dolore che, a volte li consuma, lo stesso che man mano gli fornisce la forza per cambiare.
Sono tutti bruchi i suoi personaggi, Farfalle che, alla fine, troveranno un significato profondo a quanto gli sta accadendo intorno.

Sembra tremendo il mondo che vive fra la pagine dei suoi romanzi, senza nessuna pietà, i fatti schiacciano i sogni, anche i più belli, dimostrando che la vite è realtà, che se non lo comprendi alla fine ti perderai come in un labirinto.

La soluzione non è mai la via semplice, la verità dei suoi libri spesso nasce dall'ombra, nell'abbracciare l'oblio dell'animo umano, la normalità è l'aberrazione della realtà, per come viene etichettata. Non ci sono lieti fine, ci sono finali, che chiudono semplicemete capitoli della vita, finali che sono scelte, che diventano il riscatto o la sconfitta dal passato.

Man mano che ci si immerge nella lettura, sembrano storie paradossali, ma poi è la stessa scrittrice a ricordarci che il mondo, fuori da quelle pagine è ancora più cruento, ancora più paranoide, più sociopatico, più suicida.
Lei, ironicamente ci apre una luce sullo spaccato underground del mondo; i suoi libri ce lo fanno vedere attraverso lo spioncino della porta.

A questo punto è facile amare questa scrittrice, aspettare con desiderio i suoi prossimi racconti, veder nascere altri personaggi indimenticabili, che semplicemente ci si presentano, pieni di difetti, di paure, legati ad un passato opprimente ed incerca del riscatto nel fututo.
Alcuni personaggi vanno alla deriva, come se il mondo non li circondasse, ma ci scorresse dentro, e siamo sbalorditi da come, arresi, siano anche loro, umani, traditi e tristemente aggrappati a qualcosa.

Quando parliamo di Natsuo Kirino, non dobbiamo mai fare l'errore di chiederci se ci piace, ma, come ci dice lei stessa "di mettersi sullo stesso livello"  dobbiamo avere la capacità di guardare da un diverso punto di vista.

Forse il mondo di cui ci parla non esiste, forse non esisterà mai, ma basta riuscire a capirlo per dargli noi la scintilla di vita; basta capire la ragioni per cui ce ne parla per sentirlo reale, come solo la fantasia può essere.

La regola è sopravvivere, la regola è trovare una ragione, la regola è non scomparire.
Il desiderio è quello di essere diversi, di essere noi, di poter essere ricordati.

Sono sicura che, molti di quelli che ancora non la conoscono adoreranno questa scrittrice sopraffina, che non traccia solo storie, ma umani clamori.


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