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martedì 19 luglio 2016

CIAO FEDE, CIAO STE'

Ogni tanto mi fermo a pensare. Solitamente penso in movimento, ma per alcuni avvenimenti mi devo sedere, restare un monento nel mio palazzo mentale, dove ho i ricordi, i valori, il mio vissuto.

In momenti come questi penso a Federico, Aldrovandi e Stefano, Cucchi, quelli che sono stati ammazzati da non si sa chi, quelli che hanno perso la vita per colpa loro, quelli che se la sono proprio andata a cercare.



Io e Federico avevamo la stessa età, siamo coetanei.
Io però ho continuato a vivere, dieci anni più di lui.
Non è capitato, se non per caso, perchè di canne fatte a 18 anni ne è pieno il mondo, di birre di troppo prese al pub, è pieno il Paese.
Io andavo alle manifestazioni, sfilando davanti a gente armata che mi guardava male.
Io sono viva per caso, è brutto doverlo ammettere.

Non sono migliore di Federico, non sono più buona di lui, non avevo una madre migliore, anzi, la mia mi ha abbandonata e mi ha fatto crescere da mio padre e dalla sua compagna, la mia nuova madre.

Purtroppo Federico ha incontrato la morte, perchè lo stato dimenticata, perchè lo stato chiude un'occhio verso chi lo difende, anche dal suo stesso popolo. Del resto gli conviene sempre, far finta di non notare certe cose.

Lo sappiamo tutti, dai carabinieri che sparavano alle spalle dei soldati in trincea, durante la prima guerra mondiale, alla polizia che carica studenti che chiedono il diritto ad una casa.
Lo Stato, da sempre si serve del suo braccio armato per tenere buone le persone, per mantenere alta la paura, perchè nessuno, possa mai pensare che, esista la possibilità di battere i meccanismi del sistema.

Non muore pestata di botte, gente come Provenzato, non viene malatratta durante gli arresti gente come Berlusconi, nessun polizziotto si presenta davanti agli uffici della FIAT  e minaccia i dirigenti corrotti della grande industria italiana.
Non vedrete mai un carabiniere fermare una macchina costosa, per dei controlli, non lo vedrete mai strafottente davanti ad un deputato, all'onorevole del momento.
Riversice davanti a chi gli consente di mangiare, carica chi si batte per cambiare le cose.

Questo tipo di persone le vedrete minacciare chi non ha nulla, li vedrete prendere a botte un ragazzo di venti anni, li vedrete ridere davanti allo sgombero di un campo profughi con bambini e vecchi al freddo d'inverno.
Sono i peggiori, sono quelli che si sentono potenti davanti ai deboli e che abbassano la testa davanti al potere più forte.
Forse è gente con problemi, perchè umanamente una persona normale si schiera dalla parte di chi soffre, non simpatizza con chi causa le sofferenze.


Cucchi, è morto di cause naturali, nessuno lo ha picchiato, i lividi non ci sono neanche, è la foto che, è venuta male; la sorella merita di essere oscurara da Facebook, che in pochi secondi decide di non voler far vedere quel dolore.
Il mondo funziona in questo modo.

Fre tre anni avrò l'età di Stefano, mi chiedo che cosa sognasse, quali aspettative aveva dalla sua vita, quante battaglie voleva ancora affrontare, i sogni nel cassetto.
L'umanità che c'è dentro persone giovani, che ancora, pensano di poter cambiare qualcosa, che ancora devono credere di poter fare la differenza.

Ho imparato che non devo mai fidarmi della polizia, che non devo mai fidarmi dei carabinieri, devo sempre tenermene lontana, perchè con gente come me ci vanno a nozze.

Ferma! mi direbbero
_Perchè? gli risponderei
Ferma e basta, hai qualche problema? insisterebbero.
_ Si, non capisco cosa volete da me. Insisterei io, guardandoli dritto in faccia, perchè non mi fanno paura, io temo altre cose.
Allora, forse finire in arresto, direbbero che ho fatto resistenza, dall'alto del mio metro e sessanta, con i miei 47 kg di peso, direbbero che sono contro il sistema, che simpatizzo con chi rovina questo paese, vedrebbero i tatutaggi, mi pesterebbero per bene, acuni riderebbero, perchè allora si che farei resistenza, le proverei tutte per non farmi mettere le mani a dosso.

Si, ho impatato a non chiedere nulla, ho imparato ad evitarli sempre, perchè in questo mondo non siamo fatti tutti per andare d'accordo, allora io, con molta tranquillità mi faccio da parte, mi metto nel mio angolo, vedo, non dimentico, auguro grandi dolori a chi ne arreca, forti di una divisa, protetti dalle armi, dal cameratismo con cui venivano create le S.S.

Mi dispiace solamente per quelli che non ci sono più, per tutti quelli che mancano; come anche Giuseppe Uva.

// Federico, come va? Stefano, una camminata per Roma?
Ragazzi che ne dite di prenderci un caffè al bar?
Magari molte cose avremmo potuto dirci, un'altro futuro potevamo costruire.


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