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sabato 18 giugno 2016

La finanza non umana

C'è un aspetto non umano nella finanza, parliamo delle transazioni finanziare ad alta frequenza, al millesimo di secondo. Si parla cosi poco o nulla delle conseguenze nefaste di questa forma avanzata di transazioni altamente speculative rappresentata dalla finanza detta ad alta frequenza (FAF) gestita da potenti computer diffusa sempre di più in questi anni. Di che si tratta?

Siamo di fronte ad un sistema di transazioni finanziarie (ordini di acquisto o di vendita di titoli borsistici) a velocità di frazioni di secondo (diversi millesimi) resi possibili da una totale automatizzazione del sistema (a parte la concezione e costruzione del sistema che restano di natura umana). Il «cervello» del sistema è un insieme di algoritmi (da qui l’appellativo di « finanza algoritmica ») che consentono a delle macchine estremamente complesse ed iperpotenti di trattare una quantita incommensurabile di dati e le cui operazioni «viaggiano» in reti superveloci e potenti. La FAF ha potuto nascere e svilupparsi a seguito di modifiche delle regole finanziarie adottate al fine di approfittare delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore concorrenza tra le piattaforme borsistiche on line. Una logica puramente tecnocratica, asociale. Non v’é nessun bisogno economico reale d’interesse generale all’origine dello sviluppo della FAF. Anzi, l’obiettivo è puramente predatorio.

Infatti, lo scopo è battere i concorrenti per «scalpare» ( è il termine usato dagli ingegneri della FAF) il titolo al momento in cui il prezzo è considerato il più conveniente in termini di frazioni di centesimi di $. Questa infima differenza di valore moltiplicata per decine di migliaia di operazioni su migliaia di titoli può apportare nel corso di un anno benefici per milioni di $. Ma dov’è la creazione di valore? Dove sono gli esseri umani? Che senso ha «produrre une guadagno» di milioni di $/secondo in una modalità di cui gli esseri umani non possono percepire il tempo d ed il suo valore? Dov’è l’innovazione? Dov’è il rischio? Se rischio c’è è solo quello del sistema finanziario che da volatile diventa ipervolatile perché è sufficiente una caduta improvvisa dei prezzi dei titoli (il che non è affatto raro) che masse enormi di valori borsistici precipiteranno in millesimi di secondi. E questo sarebbe la razionalità della finanza attuale?

Tutti i tentativi , per quanto timidi, ivi ompresa la tassa Tobin sulle transazioni speculative che riguardano anche la FAF, di regolare e ridurre il fenomeno, sono ad oggi falliti. Per esempio, gli Europei avevano proposto nel 2014 di mettere un limite minimo di durata della proprietà di un titolo, e cioé un minimo di 9 millesimi di secondo. Ebbene gli Stati Uniti hanno rifiutato. Dobbiamo pensare che questa è l’ultima parola in materia? Com’è possibile che si possa lasciare il destino della finanza nelle mani di concettori di algoritmi predatori e di fabbricanti di macchine tanto potenti da oltrepassare la capacità di percezione del tempo da parte degli esseri umani?

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