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venerdì 24 giugno 2016

#Brexit: vincono vecchi, populisti e gli xenofobi

I sudditi della regina Elisabetta hanno deciso di abbandonare il sogno europeo. Una delle più importanti democrazie che hanno dato origine al progetto di un’Europa di pace ed integrazione dopo il dramma delle guerre mondiali, decide di uscirsene, dopo la decisione di non aderire all’unione monetaria.


Vincono i vecchi, ben il 75 per cento dei britannici tra i 18 e i 24 anni ha votato per restare all'interno dell'Unione. E così pure chi non è solo all'inizio della propria carriera: i cittadini tra i 25 e i 49 anni. Entusiasta per l'uscita è invece la maggioranza degli over 50: al 44 per cento per il restare coloro che hanno tra i 50 e i 64 anni, solo al 39 gli over 65.

Che poi, scorrettamente viene da chiedersi: ma perché far votare chi ha più di 65 anni sulla direzione che la nazione dovrà intraprendere nel futuro? Perché obbligare i più giovani a pagare gli errori dei più vecchi? La risposta è tanto banale quanto brutale. Perché i più anziani non capiscono il mondo che cambia.

Vincono i populisti che costruiscono carriere politiche sulla demagogia, sull'odio e su instinti beceri, come Boris Johnson e Nigel Farage. Si è dimesso il primo ministro Cameron, un vero terremoto per l’economia e la stabilità del Regno Unito. Festeggia l’americano Trump, la Le Pen promette un referendum per l’uscita della Francia, Salvini idem.

Insomma, è l’implosione del nobile sogno europeo, che da tempo si è tradotto in un incubo, ossia feroce burocrazia finanziaria che impone limiti e parametri ai singoli stati, imprigionando l'ue nel ultra liberismo a danno dei popoli europei.

Insieme all’Europa ad essere a rischio è l’esistenza stessa degli stati nazione, sempre più minati da pulsioni barbariche secessioniste e xenofobe, incarnate dai troppi populisti dall’aria avvinazzata che spopolano ovunque (Italia, Polonia, Francia, Regno Unito, per fare solo qualche esempio). Ora si prospettano anche altri referendum per la permanenza della Scozia e dell’Irlanda del Nord all’interno della uk. I rappresentanti dell'Irlanda del Nord: "Il governo britannico ha rinunciato a rappresentarci".

E’ un grande campanello d’allarme, forse la prova che l’Europa, così per com’è, è davvero “un grande inferno.

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