BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

lunedì 20 giugno 2016

Ammistritave, la voglia di cambiamento

La sconfitta di Renzi. La conferma della fine del mito della “buona amministrazione” di centrosinistra. Per il PD e per il Presidente del Consiglio è una batosta senza precedenti. Che si sarebbe trasformata in un cataclisma se Sala non fosse riuscito a tenere a Milano e se a Bologna Merola non fosse riuscito a conservare la poltrona. Eppure, più che una giornata storica, e lo è, questa è la giornata in cui i cittadini hanno presentato il conto ai partiti. Punendo ogni singolo errore, con precisione quasi chirurgica. Non solo il PD.
Il PD perde laddove non ha costruito nulla negli ultimi 5 anni, a Napoli; crolla dove ha combinato disastri su disastri, a Roma, defenestrando in malo modo il proprio Sindaco, scelto due volte dai propri militanti, alle primarie e alle amministrative del 2011; si arrende laddove non è riuscito a unire, a Torino, ed è finito con l’essere travolto da un vento leggero, col volto sorridente di Chiara Appendino.

Il centrodestra perde a Milano anche l’ultima prova, l’ultimo appello utile prima di arrendersi, di sventolare bandiera bianca. E paga clamorosi errori di gestione, a Roma, e progetti inesistenti e raffazzonati (Torino e Bologna), dimostrando di non aver ancora deciso cosa essere da grande: se una forza di stampo lepenista e populista fortemente sbilanciata a destra, la nuova (e velleitaria) casa dei moderati, o sempre e comunque un partito azienda, sempre targato Berlusconi (Marina o Luigi, poco cambia).

Il Movimento 5 Stelle ha il volto sorridente di Chiara Appendino e la determinazione di Virginia Raggi, le due donne che hanno compiuto ciò che qualche anno fa era considerata un’eresia: vincere a Torino, città (ben) amministrata da anni dal centrosinistra, e Roma, la Capitale. È un punto di non ritorno per la creatura di Beppe Grillo, che dovrà dimostrare di potere e sapere andare oltre gli slogan, oltre l’opposizione, oltre la critica. Il modello c’è già: quello del lavoro in Parlamento della pattuglia grillina, cresciuta e maturata in questi anni. Resta da capire se la Raggi e la Appendino avranno la forza, il tempo e lo spazio di seguire quel modello e di “emanciparsi” da ombre e mani occulte (dello staff, delle ingerenze, del centralismo ne riparleremo, c’è da giurarci).

Anche in questo caso è chiaro come lA propaganda 5 Stelle funzioni laddove è il livello territoriale a emergere con forza, premiando un progetto a medio / lungo termine per nulla improvvisato. Dove invece si impongono scelte e candidature, il risultato è disastroso. Chiedere a Milano e Napoli.

0 commenti:

Posta un commento