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venerdì 13 maggio 2016

Se ha giurato sulla Costituzione allora ci salvi dal disastro

"Ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo", ha detto Renzi alla trista maschera televisiva che da tanti anni c'infesta usando così in una sola frase di sette parole, due sostantivi, un verbo appena, a tirare tutto l'odio che stipa in sé sia sulla Costituzione sia sul Vangelo.
Mettere l'uno contro l'altra dinanzi agli occhi vuoti del pubblico Vangelo e Costituzione, come se il primo, mirabile sogno letterario, e la seconda, formidabile traiettoria politica, non avessero invece tanto umano valore in comune che i più liberi tra i preti e i più liberi tra i comunisti non fecero mai mistero di portarne sempre con sé copia, di entrambi, ebbene è davvero diabolica.

L'etimo della parola 'diavolo', infatti, è 'dividere', separare e contrapporre intenzionalmente per i propri interessi ciò che è unito, ciò che intero è maggiore ancora della somma delle parti.

Ma se a Roma la polizia carica e spara con gli idranti dai blindati su donne e uomini senza casa che manifestano in piazza del Campidoglio, cioè nell'agorà del popolo aperta dinanzi alla sede dei suoi amministratori, voi dite che stiamo ancora in democrazia, nella repubblica costituzionale, in uno stato di diritto, nella civiltà?

E se, come io sono propenso a credere da una quantità di segnali e fatti, il potere ha espulso il popolo dalla civiltà, dallo stato di diritto, dalla repubblica costituzionale, dalla democrazia, voi dite che non dobbiamo elaborare ed esercitare forme di resistenza, proposta e contrattacco all'altezza dello stato di cose presente?
Beninteso, assumendo sempre che la grande maggioranza del popolo di ciò non ha alcuna coscienza.

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