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venerdì 13 maggio 2016

Rischio buco nell'economia per pagare vitalizi ai parlamentari

Una inquietante dichiarazione rilasciata dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, fà riaccendere la bufera su un tema controverso: i famosi vitalizi d'oro dei parlamentari.
Da un punto di vista tecnico si tratta della rendita erogata a  tutti i deputati e senatori al termine del loro mandato parlamentare. Una cifra che è mediamente il doppio di quanto hanno versato.
 
Dicevamo della dichiarazione di Tito Boeri che ha affermato come questo sistema di vitalizi sia insostenibile, ovvero in grado di generare forti disavanzi da qui ai prossimi anni. In parole povere si rischia buco nei conti per mantenere gli ex parlamentari. Roba che, se accadesse in altri paesi, sarebbe sufficiente per imbracciare armi e scendere in piazza.
Un meccanismo già marcio da anni ma che per diverse legislature si è sempre lasciato così come era, senza intervenire. Basti pensare che, quando si è tentato di fare qualcosa, l'Associazione degli ex parlamentari ha messo in atto una levata di scudi (loro si che scendono in piazza) sollevando il problema dell’anti costituzionalità di qualsiasi ricalcolo del vitalizio.


I vitalizi attuali degli ex parlamentari:

Nel sistema pensionistico italiano attuale i contributi versati dai lavoratori servono a pagare le pensioni in essere. Questo, come ha ricordato Boeri, genera inizialmente un grande surplus poichè vi sono più contribuenti che percettori di rendite vitalizie.
Per gli ex parlamentari invece si genera un disavanzo che è sempre stato piuttosto pesante. Anche negli anni '70 quando coloro che percepivano il vitalizio erano circa 500. E in questo meccanismo, quello dei vitalizi, la spesa è sempre stata più alta dei contributi. E oggi?
Il numero è decisamente aumentato: sono circa 2.600 gli ex onorevoli che percepiscono il vitalizio ricevendo il doppio di quanto hanno versato. Un privilegio incredibile che, come se non bastasse, viene anche tramandato a mogli, mariti, figli e fratelli che per decenni possono continuare a percepire l'assegno dello scomparso.


Quanto ci costano le pensioni d'oro:

Questa rendita deriva da una contribuzione minima: si parla di una sola legislatura o addirittura anche di un solo giorno in palamento. Roma da non credere? Eppure è così.
Il caso passato alla storia è quello del Radicale Luca Boneschi che nel 1982 trascorse un solo giorno alla Camera che gli valse il vitalizio. In totale come detto sono circa 2.600 i vitalizi oggi erogati per una spesa complessiva di 193 milioni nel 2016.
Cifra di ben 150 milioni superiore ai contributi versati. Se si applicassero le regole in vigore per tutti gli altri lavoratori, i comuni mortali, secondo le stime di Boeri la spesa per i vitalizi scenderebbe del 40%: un risparmio di circa 76 milioni di euro l' anno.
Cifre indecenti, soprattutto in un momento in cui le pensioni sono prese d'assalto e si sta pensando a provvedimenti tesi a garantire l'uscita anticipata dal lavoro rispetto all' età di vecchiaia (si parla sempre dei comuni mortali) con le banche a garantire il prestito pensionistico onde evitare che lo Stato sborsi in anticipo la cifra al pensionato.
Quanto prendono di vitalizio gli ex parlamentari:

Detto della spesa complessiva per i vitalizi, è interessante evidenziare l'esborso singolo. I vitalizi vanno mediamente da 56mila euro a 33mila euro. Andando a legge la lista degli ex parlamentari che prendono il vitalizio c'è un po' di tutto; partiti trasversali, politici che per prenderlo hanno fatto qualsiasi cosa o che del vitalizio hanno fatto una ragione di vita.
Basti pensare alla storia tristemente comica di Antonio Razzi, il cui vitalizio ha dato il via ad esilaranti stagioni di satira da parte di Maurizio Crozza. Per la serie, buttiamola sul ridere quando ci sarebbe da piangere. O da fare la guerra.
Della lista fanno parte, tra i tantissimi, Luciano Violante con un vitalizio di 9.363 euro al mese; Giuliano Amato, che arriva a 31.411 euro al mese; il rivoluzionario Nichi Vendola, pensionato d’oro come dipendente regionale in Puglia che, a 57 anni, percepisce 5.618 euro; Walter Veltroni, con 5.373 al mese; Marco Pannella, altro rivoluzionario dalla parte del popolo che intasca una pensione da 5.691 euro al mese.
E poi, via via, Fini, Prodi, Rodotà, la Pivetti, Pecoraro Scanio (notizie di lui?), Vittorio Sgarbi (ebbene si, anche lui); Gianni De Michelis (proprio lui, uno degli esponenti della Prima Repubblica).
Una lista lunghissima che si arricchirebbe infilandoci dentro anche i consiglieri regionali, altro capitolo dolente di questo paese, e le pensioni d'oro di politici vari e giudici. Un privilegio che, malgrado le dichiarazioni di Boeri, difficilmente si riuscirà a scalfire per questa casta che continuerà a percepire il vitalizio.
Unica cosa da fare, aspettare che la natura faccia il proprio corso. Anche se poi, pensandoci bene, nemmeno questo basterebbe dato che i vitalizi vengono tramandati a mogli, mariti, figli e fratelli.

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