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martedì 3 maggio 2016

Oriente Call Me

Alla fine ci ho fatto un salto, non potevo non andare.
Mi sono detta che, valeva la pena andare a dare uno sguardo, perchè alla fine credo nel concetto filosofico di globalizzazione, dove si vuole capire e conoscere le altre culture.
Non solo quelle familiari, ma anche quelle che sembrano la nostra nemesi.
In un mondo dove facilmente la Cina ha una nomea, il Japan ne ha un'altra e dove Egitto ed India faticano a cancellare, guerre, fame, e colonialismo, era interessante vedere questa fiera.
Per una volta (ma una sola) basta andare dentro un Museo.


Ho praticamente passato la giornata dentro un enorme mercato, dove c'era di tutto, cose commerciali che si possono trovare ovunque, ed anche cose bellissime; come gli anelli tibetani, i kimono, o semplicemente i bonsai.
La prima cosa che ho fatto è stata sperimentare il cibo, piccole cose, ma credo che senza immergersi nell'arte culinaria di un popolo, si perda la visione d'insieme dello stesso; e poi io sono una buona forchetta, a prescindere!

Un aspetto curato all'interno erano i balli; si alternavano spettacoli per tutta la giornata nei vari padiglioni in modo da permettere a tutti di assistere.
Anche se io continuo a pensare che la nostra danza classica sia imbattuta, dal punta di vista della tecnica e del tipo di allenamento atletico che impone per essere eseguita. 

Una delle cose che ho amato maggiormente è stata la cerimonia del tè, la vestizione del kimono ed anche la spiegazione di una composizione floreale. In quei momenti mi sono seduta, ed ho smesso di vagare per tutte le bancarelle chiedendo "da dove proveniva quella spezia" o "che tipo di significato avevano le incisione lungo una collana".
Sapevate che in Giappone il risucchio quando si beve indica apprezzamento? Mentre in Italia chi lo fa è semplicemente un maleducato? 

Ho fatto anche un salto in Irlanda, giusto per non perdermi del tutto in Oriente, e mi sono concessa una birra ed un panino (veg) seduta ad un tavolo, mentre delle ragazze ballano piene di fiori al suono di un violino.
Il tipo di atmosfera che poi veste la mia persona.

Un giorno solo, con il tempo che alla fine ha deciso di graziarci ed un odore si spezie, aromi e tè che ci ha accompagnato fino a casa, perchè alla fine "tutto mondo è paese".

Tornando indietro credo che per una volta, è un esperienza da fare, anche solo per vedere degli spettacoli di arti marziali, capendone la disciplina mentale che ne sta dietro, così come siamo abituati ai nostri sport nazionali.
Un pomeriggio di ordinaria tranquillità, dove divertirsi con tutti, perchè, anche i cani erano i ben venuti alla fiera. 

Un pomeriggio, per dire, in maniera leggera, che non esistono barriere nel mondo, se non quelle che stanno nella nostra testa. Una giornata per immergersi in altre culture, vedendone la parte più bella, che spesso dimentichiamo.


W.O.


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