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domenica 22 maggio 2016

Arezzo significa Cinofilia

Ieri ero ad Arezzo, una bellissima città, da visitare se amate il Petrarca, le biblioteche, il buon cibo ed il verde del suo paesaggio.
La Toscana, con i suoi borghi si conferma sempre fra le regioni italiane più belle, culturali, piene di fascino.
Due ore da Roma, qualcosa in più procedendo con calma e tranquillità, per godersi il paesaggio del Lazio che lascia il posto a quello dell'Umbria, prima di arrivare nella terra di Dante e Boccaccio.


Ieri ad Arezzo c'era il raduno di Bracchi Italiani, due giornate di confronto, di cinofilia, di appassionati, di camminate nel verde e fra le vie storiche della città.
Due giorni per scoprire, sempre di più, la bellezza di una razza canina 100% Italiana.
Un cane antico, che si impone nel rinascimento italiano, destinato a durare come tutte le cose bellissime di quel periodo artistico, ed infatti nel museo Vaticano a Roma, in quello Borbonico di Napoli fino a quello dei Benedettini di Catania sono presenti dei bronzi e dei marmi di questa razza. 
Ma ancora di più è possibile scoprire sulla razza, infatti Dante ne parlerà nel Convivio ed alcune immagini del Bracco Italiano sono visibili al Louvre di Parigi.
Se il Beagle fu il cane della regina Elisabetta I,  in Italia la Marchesa di Gonzaga prediligeva il Bracco ed anche Caterina Sforza ne era amante, tanto che ne donerà degli esemplari alla duchessa di Ferrara, come si presenta qualcosa di inestimabile.

Ma certamente chi lo ama, non lo farà solo per la sua storia illustre e per la sua estetica, lo farà anche per il tipo di personalità, per l'intelligenza, per la sua eleganza.
Un cane Nobile d'animo, che esprime a caccia la sua più alta dote.

Ieri ad Arezzo si è respirato, prima di tutto, questo; un sentimento di grande amore per i cani che, sono come figli, che sono amici, compagni, che ci seguono ovunque andiamo, che sono i protagonisti dei nostri viaggi, le star indiscusse delle giornate.

La cinofilia Italiana ha molto da dare, perchè come spesso accade scaturisce dalla passione, dalla voglia di migliorarsi, di rendere il proprio cane felice.
Nonostante alcune cose, resteranno solo per persone di mestiere, avvicinarsi a questo mondo fa bene al cuore, ci porta tutti con i piedi per terra, eppure sogniamo ad occhi aperti.
C'erano dei cani bellissimi, ieri per le strade di Arezzo, cani che portano con loro le nostre radici.

I Cani si studiano sui libri, ma vi assicuro che per capirli bisogna vederli, bisogna starci insieme, guardarli, fotografarli, lasciare che ci meraviglino, e soltanto giornate come quella di ieri danno queste opportunità.

Tutti i cagnolini di ieri hanno lasciato un posto nel mio cuore, i bellissimi Roani, i sempre eleganti Melati, i loro occhi dolcissimi, il loro muso tenero, la dolcezza e la fierezza, il grande senso di libertà che dimostrano quando si liberano.

Vorrei poter fare un'articolo sulla loro morfologia, parlarvi del loro temperamento e della loro tempra sul terreno, delle loro attitudini, ma dovrei proporvi il saggio scritto  un'anno fa.
Mi limiterò a dire, a tutti coloro che non sanno nulla su questo cane di provare ad assere il prossimo anno ad Arezzo, per vederli dal vivo.
Vi domanderete come avete fatto senza, per tutto questo tempo.

"Chi non ha mai posseduto un canenon sa cosa significa essere amato."
Schopenhauer






1 commenti:

  1. Bellissimo articolo. Ciao. Ma per essere amato non hai bisogno di un cane per capirlo, basta pensare come un animale e non come un uomo comune.

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