BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

sabato 16 aprile 2016

S. Francesco... ma Guccini!

Viene fuori dal repertorio paterno, uno dei pezzi da mille, fra gli altri vinili.
Non ha la nostalgia di Faber, non ha la matassa indistricabile di Battiato, non ha il rigore di Branduardi; Guccini lo ascolti, come leggi il Decamerone del Boccaccio.
Lo ascolti e ti viene anche da ridere, lui che canta con il suo fare bonario, pieno di ideologie e ricco di ideali, storie che seguono tutte un filone, quello di una resistenza, quello di una libertà e di una voglia di salvare il mondo.

Al liceo lo ascolti pieno di fremito, da adulto lo riassumi nella speranza di essere sempre la stessa  ragazza, anche se il volto cambia.
Anni fatati di miti e contestazioni, quando facevamo occupazione, quando manifestavamo, ed anche se il Che era già morto, il suo pensiero restava, stagione dopo stagione. Anche noi continuammo, come Don Chisciotte, perchè i rivoluzionari hanno le giornate piene di mulini a vento da buttare a terra: sono le paure finte che tengono a bada la gente.

Quando mi impuntavo, che una manifestazione era imperdibile era come ascoltare Eskimo e pensare che, la nostalgia, un giorno mi avrebbe fatto rivivere quelle giornate di sfilate per la pace, per i diritti, e tutto sarebbe apparso magnifico; avrei dimenticato la paura di stare accanto alla polizia, armata solo di me stessa.

Guccini lo ascolti con fare spregiudicato, perchè canta semplicemente la voglia di fare, di resistere, di non perdersi nel perbenismo, nel qualunquismo.
Lo ammetto, le persone di Sinistra, credono sempre che gli altri abbiano il naso più corto del loro, credono che la loro Spada possa uccidere. I veri uomini di Sinistra vedono il successo effimero e lo lasciano passare, non sopportano la gente che non sogna, non tollerano i primi della classe, ma amano la libertà per sempre. 
Sanno di essere sbagliati, ed amano essere odiati, perchè significa che quello che dicono tocca le corde giuste del potere.

Lo ammetto, alcune volte si scade nell'idea dell'intellettuale di sinistra, ma è difficile spiegare certe cose, è difficile capire, è difficile parlare di come si cambia e di come ci si sente aquiloni nel vento, non è facile aprirsi con tutti.
Allora sembriamo Avvelenati, ma siccome dei soldi ci interessa poco, alla fine anche nell'errore torneremo indietro per rifare tutto dal principio, le manifestazioni, l'ira degli insegnanti, i tatuaggi, i concerti, i viaggi, la voglia di avventura, le sbronze.

Guccini ce lo canta, lo metto nero su bianco, canta per noi Anarchici, per noi di Sinistra, per noi che siamo etero e che non lo siamo, noi che siamo soli pieni di angosce; ricchi, solo di dubbi, noi che ascoltiamo gli altri per poter capire il mondo.

Canzoni per pochi, che possono colpire il cuore di tutti, canzoni che se le ascolti e le capisci ti cambiano la vita, perchè alla fine ti rendi conto che Guccini canta quello che sei, un uomo come tanti, che cerca di essere se stesso, tu che tiri avanti senza vendere i panni che indossi, tu che hai molto da raccontare, solo per il gusto di farlo.
Noi "compagni" che non ci conosciamo tutti, ma che siamo sullo stesso Treno e che nella fantasia ci immaginiamo nello stesso modo, che ci schieriamo dalla parte dei più indifesi in una guerra eterna che perdiamo sempre e che, sempre ricominciamo.

Forse di tutto quello che desideriamo si avvera una cosa su Cinque, lo sapete, ma tutti sappiamo anche, che bisogna lottare per ognuna, che per ogni sogno bisogna dare il massimo, anche se non per tutti arriva il traguardo; in questo non siamo idealisti, siamo carichi di Speranza: è una cosa differente.
Voliamo Alto, ascoltando buona Musica.
W.O.

0 commenti:

Posta un commento