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domenica 3 aprile 2016

Renzi, il traditore italiano

“Ha fatto più Marchionne per l’Italia che certi sindacalisti”: questa frase pronunciata da Renzi alla scuola di partito del PD non può passare sotto silenzio e merita un commento perché costituisce la testimonianza di una vera e propria presa di posizione (dall’altra parte della barricata) già evidente da tempo.
Questa frase contiene tre aspetti che FREE-ITALIA intende sottolineare:

il primo riguarda l’ennesimo attacco al sindacato, usando termini classici del populismo; è vero che l’operato di determinati sindacalisti è da censurare e che il sindacato nel suo insieme, almeno in Italia, ha smarrito il senso complessivo della lotta di classe ma l’obiettivo di Renzi è ben altro, è quello di confondere questo dato esprimendo, invece, l’esaltazione di un meccanismo di vera e propria delega al padrone della rappresentanza stessa del lavoro. Attenzione del lavoro in quanto tale, non del mondo del lavoro.

Il secondo elemento riguarda ancora una volta la vena nazionalista che pervade il modello comunicativo del Presidente del Consiglio e Segretario del PD e che appare permeare una parte maggioritaria di quel partito: un nazionalismo di lega molto bassa, “fare per l’Italia” quasi un accento dannunziano invece della necessità di affrontare il senso collettivo dello stare assieme nell’operare in funzione del lavoro come leva di un modello di sviluppo.

Terzo punto quello dell’esaltazione appunto di chi (personalizzando per di più) fa dell’intensificazione dello sfruttamento l’ideologia per il rovesciamento della condizione di classe: proprio la lotta di classe portata avanti dall’alto, com’è avvenuto nel corso di questi anni imponendo un pauroso arretramento nell’insieme delle dinamiche sociali.

Renzi nega, come da sempre, l’idea stessa del lavoro come valore e come capitale sociale dichiarando l’impossibilità di un riscatto che serva per operare nuovi livelli di dignità collettiva nella convivenza sociale.

Una frase di stampo esclusivamente reazionario che indica con chiarezza una collocazione prima di tutto ideale che politica.

Stare dalla parte dei padroni: un tassello fondamentale nella costruzione di un regime personalistico e autoritario, ben sorretto dai potentati economici.

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