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mercoledì 27 aprile 2016

odio gli indifferenti


l 17 febbraio 1917, Antonio Gramsci scriveva:

””Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
     L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà,  LASCIA PROMULGARE LE LEGGI che solo la rivolta potrà abrogare, LASCIA SALIRE AL POTERE uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perchè non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
     Odio gli indifferenti anche per questo:perchè mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dovere sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
     Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò ODIO CHI NON PARTEGGIA, ODIO GLI INDIFFERENTI”””.
     Se non conoscessimo il nome dell’autore e la data in cui questa pagina fu scritta potremmo pensare che sia stata pubblicata stamani su un qualche giornale serio da parte di un giornalista altrettanto serio, un giornalista da Oscar dei quali, purtroppo, in Italia si è quasi persa la memoria tanto sono rarissimi!
     Il contenuto, infatti, è attualissimo:
– vent’anni di berlusconismo catto-fascista-razzista in Italia nell’indifferenza generale della maggior parte dei cittadini elettori;
–     la Costituzione, nata dalla resistenza, calpestata e violata da coloro che avrebbero dovuto custodirla e proteggerla, nel silenzio degli organi di garanzia;
–       ladri di Stato a schiera che hanno derubato e continuano a farlo in combutta con i delinquenti di professione e che continuano a sedere in parlamento in virtù di una legge-truffa a danno dei cittadini, una legge incostituzionale fatta su misura perchè i capipartito potessero tranquillamente nominare in parlamento i loro amici, i loro avvocati difensori privi di qualsiasi morale, le loro amichette smutandate impunemente senza sottoporli al vaglio degli elettori così come previsto dalla Costituzione repubblicana,


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