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domenica 17 aprile 2016

LA MEMORIA E IL LEVIATANO


Il pregiudizio è una brutta bestia che non si mostra arrogante, anzi; sibila benissimo la sua innocenza. Che bisogno ha di essere brutale, di mostrare pienamente la sua veste nichilista e malefica, se è riconosciuto innocente sebbene abbia già ucciso tutta la migliore città?
Mi ricordo la nudità di una bipedebipenellosa, che a vederla, ero meno di un ragazzino, fu un'emozione improvvisamente così straordinaria che non poté essere più vera. Nella sua verità, allarmò tutti; nel senso che ero l'unico a pensare che non c'era nulla di male e che a Dio non poteva fare che piacere che esistesse una vera fica vergine di cui ne rappresentavo l'emozione del primato.
Ma tutti gli altri, invece, avevano pensato al peccato, perché era nel loro pregiudizio averlo ineluttabile. E lo capivano talmente bene da NON avere bisogno di sentirmi dire la mia gioia, perché io ero veramente innamorato, in un modo semplicemente angelico e mentre pensavo il mio pensiero innamorato non sentii il bisogno di raccontarlo a nessuno. Insomma, fu come una annunciazione. 
Ma a nessuno venne in mente che era giusto avere goduto della semplicità animale di aver visto una vera fica di bambina e di averla trovata semplicemente stupenda. Era in corso la semina di una verità interiore, talmente vera che il Leviatano doveva cancellare la gioia.
"Dio lo dice" pensava paranoico il bigotto. "Da cancellarsi", ribadiva scuotendo la testa con la fatalità di un condannato a morte.
Quindi, immaginatevi che tipo di carattere può avere il Leviatano. E' veramente dannoso. Io lo vedo pieno di strumenti di tortura. 
Frattanto, ed ero sempre meno di un ragazzino, per la mia educazione cristiana continuavo ad ubbidire al contagio psichico a cui sottopone la  solidarietà familiare. Come se fosse l'unico con cui parlare, mi immaginavo dal prete raggiunto per dirgli come ero stato bravo, tanto da meritarmi la gioia di una emozione intensa e vera da condividere con Dio. E magari ringraziarlo. 
In effetti, e lo ricordo con certezza, vidi qualche prete mai visto prima, che infatti non riconobbi. Un incontro che mi turbò. Non conoscevo, dunque, il pregiudizio e non pensai che il dolo aveva cominciato a far funzionare la strategia pregiudizievole di un Leviatano.
La voce della visione della bipedebipenellosa si sparse pur non avendo detto niente. Ero l'unico a non sapere d'essere il responsabile del peccato originale! 
Il Leviatano fumava da drago svegliato nel sonno bruciando la mia gioia che non offendeva nessuno, neanche Dio. Che essendo vera però, andava rimossa. Il processo evolutivo dopo miliardi di anni, improvvisamente, fece inversione a "U" facendo tornare il genere umano verso uno stato profondamente ignorante.
Il Leviatano distrugge la memoria e apre una voragine  da colmare con tempestivo nichilismo.
Ma il processo evolutivo che si è trasformato in Involuzione, non interessa a nessuno? perché la verità è una propaggine della memoria e bisogna individuare chi la rimembra.  Bisogna parlare con e a chi la rammemora. Infatti, quella memoria ricordata è molto vera, e farà verità.
E' già molto rendersi conto che il pregiudizio ha l'età che gli serve per immaginarsi in anticipo  il (etero detto) nemico che sta smascherando il Leviatano.  Il pregiudizio, quindi, previene, e non deve faticare molto a rimuovere l'esperienza, perché ha già reificato tutte le memorie possibili delle quali resta l'ansia di essere state abbandonate, seppure siano realmente esistite contemporaneamente a  molte centinaia di migliaia di pensieri o memorie uguali. 
Come in principio, come la genesi, il Leviatano crea di nuovo il mondo in una settimana. Ovvero, di nuovo ignoranti, senza un passato di scienza. L'ottavo giorno, quello dopo il riposo, una decina di miliardi di anni di evoluzione sono scomparsi nel nulla di una creazione che simula l'inizio ex novo per questa generazione che ha solo esperienza di un mondo in guerra, nessuna esperienza estetica a contatto con la natura e la bellezza, e il migragnoso mito dei delinquenti che hanno successo sociale.   
Già. NON è questa la giusta performance degli uomini politici, ma al delirio di onnipotenza di simili cucuzzari, tutto è possibile.
Oggi, la presenza dei ragazzini a Villa Trabia e al Giardino Inglese è tutta in livrea.
Per intenderci, chi è boy e chi è scout. Sono entusiasti perché non hanno potuto far nulla contro il pregiudizio che li ha fatti parlare a vanvera, li ha drogati e resi inesorabilmente vittime della mente oltraggiosamente ipocrita. Non lo sanno.
Invero, uomini e cose di cui dubitare e, per sinonimo, compreso il Leviatano che riesce a rinnegare la memoria di chi l'ha realmente accudita e curata per decenni e decenni. Per molti anni, dunque, c'è stata gente che ha ricordato com'era la statua di villa Giulia mutilata, quella di villa Trabia venduta al mercato clandestino, l'Orto Botanico nella brace, la memoria del luminoso splendore della Conca d'oro o il meraviglioso e paradisiaco rigoglio che fu (per secoli) certamente Il Parco della Favorita. Ma l'unico baluardo dei sopravvissuti pensatori, sono gli argonauti che postano  le foto della Palermo dei tempi dorati, quando i palermitani erano famosi nel mondo per essere proprietari di un patrimonio inestimabile. 
Finché... Finché l'inizio del mondo si è fatto corrispondere a quello che l'odio dei politici ci presenta di punto in bianco la creazione che si inscena ma non si personifica con la storia cittadina. La popolazione non solo è diminuita, ma non potrà aumentare, perché l'assenza di bellezza fa venire meno la voglia di amare. In altre parole, il Leviatano che pre-giudica l'inconscio collettivo di un popolo senza passato, mi spiega perché un adolescente di stamattina non ha creduto alla cementificazione del Giardino Inglese, (ingenuo com'è, una città senza storia non gli sembra possibile) dove il cemento ha preso il posto di aiuole, fiori, alberi e profumi, sostituendosi alla bellezza. Né il pregiudizio lo mette a confronto con la memoria di chiunque possa raccontare come fu, un intreccio di aiuole piene di fiori dove c'era soltanto da essere orgogliosi della propria città.
Improvvisamente, il presente è vuoto, nato in una settimana se non addirittura meno. Senza storia, senza saggezza, Palermo nascerebbe con e nel  cemento  e per il cemento. Questa è l'immanenza. Quel pochissimo di spelacchiato verde che c'è, è nella testa dello studente medio palermitano, come (sarebbe) se il verde palermitano non avesse mai subito mutilazioni.
C'è chi lo sa, che non è vero, perché lo ricorda. Ne è certo e ne sa parlare. Non e tanto vecchio da essere schizoide o epilettico o generico malato mentale o parkinsoniano, ma è dichiarato dalla pessima amministrazione che sta gestendo l'ennesimo anno zero del Leviatano,  inaffidabile quanto il pittoresco  scemo del villaggio. Essere nel dispaccio del Leviatano significa esautorare tutto come può fare solo un colpo di spugna. Uomini e cose gettati insieme al tempo, nel pattumiere.
La secolare bellezza di Palermo, quindi, si affaccia sul mondo come una aspettativa della classe politica cogente, esattamente come il Mar Mediterraneo che non avrebbe niente da temere se lo fanno trivellare. Del resto, se non lo pensate migliore, più ambito, più trasparente, profumato e vitale di come è oggi, distrutto dai tradimenti politici, esattamente alle h.14 di questo 17 aprile 2016, allora anche il vostro futuro è uguale a nessun futuro.
Grazie per l'attenzione, aprile 2016
Marcello Scurria

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