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sabato 23 aprile 2016

Giornata della terra: Trivellata

La terra non è nostra, ci abitiamo, ma non appartiene a nessuno, forse solo a se stessa, segue le leggi della fisica e della biologia.
Sono secoli che la studiamo, solcandone i mari, scalandone le montagne, eppure il risultato è un inquinamento senza fine.


Nel giardino di casa ho una colonia di lumache, una quantità esagerata, piccole, grandi, riservate, intraprendenti che camminano sulle scale. Oggi con la pioggia sono venute fuori come fiori.
Anche a Roma ne vedevo, quando ero una bambina che, forse andava alle elementari. Con mio padre andavamo la sera a cercarle, in un gioco, a metà fra l'avventura e la fantasia. Tornando le lasciavamo sul balcone di casa, aspettavamo la mattina per vederle andare via. Disegnavano un grandissimo sole su tutto il palazzo e per il primo pomeriggio erano tornata a casa loro.
Adoravo andare a cercarle.

Un giorno però, hanno deciso che davanti al nostro palazzo, la collina verde doveva lasciare il posto alle villette a schiera, le ruspe arrivarono ed eliminarono alberi, erba, ogni cosa; anche le lumache.
Una sera chiesi a mio padre di andare nuovamente a cercarle insieme, ma mi rispose che non c'erano più.
Funziona così nelle grandi città, non c'è posto per gli animali, solo negli zoo, o nei "bioparchi" come adesso si chiamano, si paga e si possono vedere elefanti, zebre, ippopotami, leoni, orsi polari.
Animali che non centrano nulla con il nostro territorio, destinati ad una vita in gabbia, per farci divertire.

Vedere oggi, tutte quelle lumache, mi ha riportato indietro nel tempo, da quando vivo in campagna ho visto più volte i cinghiali, delle volpi, ed anche un tasso, animali che vedevo nei libri, nei documentari.

Sembra impossibile, pensarli vivi, lontani dalla televisione, pensare che sono ancora reali, nonostante tutto, anche se molti desiderano distruggerli; come sta accadendo per il Lupo che, sembra una minaccia paragonabile ad una guerra, quando la verità è ben altra.

Credo che, come sempre, non si guardi oltre il proprio naso, vale per tutto, per quelli che si dimenticano di fare la cosa giusta, per quelli che vogliono solo pensare a loro stessi, per quelli che, non si fermano a guardare la bellezza del mondo che li ospita.
Pensiamo sia sempre tutto dovuto, tutto permesso.
Festeggiamo una terra che consumiamo nel petrolio, nella plastica, nei rifiuti, e forse non ci rendiamo conto che sta man mano sparendo.
Un giorno, in un mondo di cemento, resteranno solo le foto del verde, solo i disegni di un cielo azzurro, di un mare pulito e festeggeremo qualcosa che non c'è più.

La colpa sarà la nostra.
W.O.

1 commenti:

  1. dopo la manna, dice l'uomo con la protervia del pazzo: O me lo dai o me lo prendo con la forza. E va avanti così da tremila anni piu' o meno. E quando si tentò di farlo dedicare all'eterna alleanza, uno finì in croce perché Pilato era molto più furbo di lui, tanti altri furono massacrati in ogni modo e maniera tanto da aver dato il nome ad una categoria, i "martiri", e gli ultimi figli dei fiori sono praticamente scomparsi insieme all'eterna alleanza...Quella vera, quella con la Natura, ovviamente.

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