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giovedì 24 marzo 2016

ZTL A PALERMO. C'E' DA PIANGERE SE NON LA RACCONTI CON IRONIA

( Antefatto: pur di completare ed inaugurare le linee del tram a Palermo il sindaco ha inventato una ZTL i cui ricavi andranno a ripianare i costi, abnormi, della opera pubblica che dovrebbe iscrivere il suo nome sull'albo d'oro del comune. Sta succedendo di tutto a Palermo consiglieri che incitano a non pagare, ricorsi, petizioni...Insomma una intera città in sommovimento e Marco Pomar poliedrico personaggio nonché autore irriverente fotografa le ambasce dei palermitani. Da godere fino all'ultimo.
Mi ero preparato per bene. 
Non avevo dimenticato nulla: tenda da campeggio, fornelletto elettrico, sacco a pelo, radio portatile con pile di ricambio al seguito, i migliori numeri di Alan Ford, scatolette varie e crackers a gogò.
Appena arrivato davanti alla sede dell’Amat, ho avuto qualche problema per assicurarmi uno spazio dove piazzare la tenda. 
Ho litigato con un avvocato divorzista residente in Corso Vittorio, diceva che l’aveva visto prima lui. Alla fine abbiamo diviso amichevolmente due metri quadri. 
Lui ha del prosecco d’annata e io gli ho offerto delle tartine improvvisate con sugo alla amatriciana barilla.
Percepivamo lo sguardo sarcastico dei residenti del quartiere, esterni alla ZTL. Camminavano sprezzanti vicino ai nostri improvvisati accampamenti, ostentando la rivincita dei periferici.
Per la coda hanno organizzato un turno numerico, con regole rigidissime. È stato sventato un tentativo di truffa, con vendita dei numerini. 
Un commerciante di Via Maqueda pare che avesse offerto fino a mille e duecento euro per saltare il turno. È stato linciato da un gruppo di impiegati del demanio che stavano lì da una settimana.
Certo, bisogna stare attenti anche agli avvoltoi: prima di allontanarsi per bisogni fisiologici, sempre meglio accordarsi con qualcuno che ti tiene d’occhio la tenda. L’altro giorno all’ingegnere Minafò gli hanno fregato i polsini e la cravatta Fendi. 
Non c’è più mondo.
Comunque, nell’attesa di ottenere il pass per la nostra zona ZTL, il comune ha predisposto delle iniziative per farci trascorrere il tempo in maniera piacevole. Un paio di volte al giorno arrivano dei vigili urbani provando a sgomberare la zona. 
È uno spettacolo. 
Ieri la vedova Genovese ha afferrato per i capelli un agente che voleva portarla via, tra gli applausi dei presenti. 
Adesso è stata tradotta in carcere, anche perché non si capiva niente di quello che gridava in dialetto, e tutti noi abbiamo fatto una colletta per regalarle il pass.
C’è solidarietà tra di noi.
Io ho il numero 91.340, e tutto sommato non devo attendere molto. Dopo pasquetta dovrei avere il pass. 
L’errore che qualcuno compie è quello di prendere come riferimento un altro residente in attesa da prima di lui. 
Sbaglio colossale. 
Sono molti quelli che non ce la fanno, e tra disidratazione e stanchezza mollano il loro posto per uno più comodo al policlinico. Martedì hanno chiamato il numero del geometra Lunetta mentre dormiva, convinto che prima di lui toccasse a un vecchio ciabattino che è deceduto lunedì. 
Così lo hanno saltato e adesso ha il numero 7 del nuovo giro.
Se ce la fa, io lo vedo malissimo.
Io l’ho incoraggiato, dicendogli che il sacrificio sarà ripagato come merita: potrà girare con la sua panda in tutti gli ingorghi della città felice, senza che nessuno gli dica nulla e per soli cento euro.
Se non è culo questo…
Marco Pomar








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