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lunedì 7 marzo 2016

Vecchio telefono con te sono andati via l'educazione, la riservatezza, le lacrime, i sussurri.


1876: Bell ed  il telefono ottiene il brevetto..La macchina parlante che nasce per facilitare la comunicazione e per esigenze dettate dalla ricerca di un modo per comunicare, la mamma sordomuta lo spinge a studiare modi e tecnologia allo scopo di rieducare i sordomuti all'uso della voce.


Dal telefono dell'altro ieri, grosso armamentario piazzato in corridoio, ogni squillo era come una sorpresa, usato per necessità vera, si gridava al telefono pensando che così arrivava la voce più chiara.   Il tempo trascorre e  si evolve,  inizia l'era dei telefoni colorati, le fogge cambiano ma pur sempre si deve stare appollaiati su una sedia, si sussurra per ore tra le ire dei genitori..telefoni tenuti occupati, telefoni umidi di lacrime, di risate, di sorprese, di addii e di silenzi e poi la voce stentorea ma perentoria di una signorina di lasciare la linea libera una chiamata in arrivo, ciao ci sentiamo dopo. 

Passa il tempo, il telefono si stacca dal cordone ombelicale, si può circolare per casa, parlare e lavare i piatti, tutti storti vittime di un torcicollo. Ma il telefono è a casa rimane li ad attendere il ritorno, si è fuori e qualunque idea, pensiero lo devi rinviare al tuo ritorno a casa, questo è un bene  hai il tempo di pensare ed evitare di dire sciocchezze, hai il tempo di capire quanto manca una persona o se non manca proprio, se il tuo agire è giusto o sbagliato.  In tasca hai il gettone se è proprio urgente entri in una cabina telefonica, le cabine con scritte, le cornette attorcigliate ai loro cordoni. strani odori a volte ti cade il naso, altre volte guardi fuori dalla cabina curiosa di vedere chi ha lasciato una scia di profumo che ti è piaciuto.

Poi arriva la possibilità di parlare sempre, ovunque, far sapere al mondo le tue vicende, la tua vita, disturbare infischiandotene degli altri, si può telefonare sempre nessuno sfugge alle sciocchezze, siamo vittime delle telefonate più stupide, non si da il tempo al pensare, si agisce subito pensando di essere dei geni, aspetta..forse se prendi un pò di tempo, ragioni eviti di fare o dire sciocchezze, non si ragione sul disturbare ma riesci a non farti sentire per ripicca. Prima la gara a chi li aveva sempre più piccoli e compatti..oggi misteriosamente sempre più grandi, non si sfugge a nulla il telefono oggi è un'arma, un'arma puntata contro l'attesa, contro la curiosità, contro il rispetto. si cambiano continuamente inseguendo la moda e così si è imparato a cambiare le persone con la stessa velocità seguendo la moda. 

Vecchio telefono attaccato ad un filo; non si telefona è ora di pranzo, è ora del riposo, che ore sono? Non vorrei disturbare..Vecchio telefono con te è andata via l'educazione, la riservatezza, le lacrime, i sussurri, l'attesa di potersi sentire ed il correre a casa per chiedere scusa ed il mangiare in santa pace.

Riccarda Balla
























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