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sabato 26 marzo 2016

Un Tranquillo week di Paura

Sembra che ci siano le vacanze!!
Le scuole sono chiuse, molti fanno il ponte e si divertono in località esotiche.
Natale con i tuoi, Ma Pasqua con chi vuoi!
Scampagnate, domeniche sante alle porte dei vescovi, colombe che volano ed altre che si mangiano.

Io Ascolto gli Artic Monkey.
Gioco con il mio cane.
Mi vesto, pantaloni maglietta e camicia, le solite etnies ai piedi e vado, camminando fra i pensieri.

Alcuni che stanno per mangiare agnello, ed altri che su facebook gridano la loro indignazione; moltissimi che staranno con i parenti, alcuni dal sud andranno al nord ed altri dal nord andranno al sud.
Ci sono quelli che lavorano come se nulla fosse, si sveglieranno senza festività e faranno quanto basta per avere uno stipendio; invidiati da tutti quelli che, un lavoro non ce lo hanno, da quelli che l'hanno perso.
Alcuni faranno volontariato, alle mense caritas e nei canili, perchè tutti hanno fame, festa o non festa.

Io nel mio piccolo resto soddisfatta: la casa non è stata benedetta, non si mangia carne, e sono passate a trovarmi due amiche.
Penso mi vedrò un film, dopo essermi fatta la doccia ed aver mangiato, dilaterò i tempi per sentire che non ho bisogno dell'orologio... non sempre. 

Non ho fatto gli auguri a nessuno, perchè resto fedele alle mie idee, ma vorrei poterli rifare a mia nonna, lei che mi comprava sempre l'uovo più grande di tutti, che mi riempiva di regali, che mi implorava di imparare le preghiere a memoria.
Un'altra Pasqua senza di lei, senza il suo abbraccio e mi ha lasciata nella totale confusione: quando arriva Pasqua? Alta, bassa, carnevale.. non ci capirò mai nulla! E l'unica donna che, sapeva spiegarmelo ogni anno, non c'è più.

Le mie amiche mi hanno portato l'uovo di cioccolato ed un gioco bellissimo, di legno, di quelli di una volta. Un picchio che scende un asticella metallica beccandola.
Amavo questo gioco, da bambina ne vedevo sempre uno, ma è sparito nella memoria.
Adesso che scrivo il picchio è al mio fianco, con il cane che dorme sulle mie ginocchia.

Le feste in definitiva servono a poco, nel mondo di oggi sono il bonus dei commercianti o un momento dove si diventa nostalgici, fottutamente smielati, c'è il rischio di dover per forza scacciare via certi pensieri.
Per questo non le festeggio mai, voglio liberarmi dalle feste e vivere quel tempo pensando che mi sia stato regalato un arco temporale dove fare quello che mi pare, che sia scalare il K2 o dormire come Aurora.

Mi chiedo, allora cosa vogliono le persone?
Sanno di poter desiderare? 
Sanno che possono cambiare quello che non vogliono?
Sanno che le piccole cose spesso sono le più importanti?
                                                                                                     W.O.

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