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giovedì 31 marzo 2016

Un Sì il 17 aprile per salvare ambiente e democrazia

L’aumento di due gradi della temperatura sarebbe il disastro ecologico per il pianeta. Dovremmo ricordarcelo quando passeggiamo nelle belle giornate di una primavera senza inverno, ma che ha scatenato la solita sequenza di mareggiate, piogge monsoniche. Basterebbe solo questa ragione per cui FREE-ITALIA vi invita a votare SI per fermare le trivellazioni delle nostre terre e dei nostri mari.




La Cgil invita a votare no al referendum in nome delle sviluppo e dell’occupazione. Il fatto di contrapporre l’occupazione alla difesa del territorio e alla salvaguardia della vivibilità del pianeta non regge, l'inquinaMento ha prodotto enormi disastri nei mari. 
Il governo, dopo i buoni risultati raggiunti nel 2013, non sembra più preoccuparsi di incrementare le energie rinnovabili e questo è davvero un guaio per l’occupazione, dato che il tasso di occupazione a parità di chilovattora è sette volte superiore se quella energia è prodotta dalla filiera delle rinnovabili rispetto al carbone e al petrolio.

Siamo certi che il popolo voterà SI allo stop delle trivellazioni . Lo pensa anche il governo tanto da decidere di far votare il 17 di aprile , impedendo di accorpare il referendum alle elezioni amministrative di primavera. Con un aggravio per i contribuenti di oltre 300 milioni di euro , che avrebbero potuto essere impiegati per la messa in sicurezza del territorio e per il risparmio energetico. E conta così che le trivellazioni siano confermate perché non si raggiungerà il quorum di votanti necessario a rendere valido l’esito del referendum. 

I luoghi dove si trivella non sono poi così tanti. Le autonomie locali sono state espropriate del potere di veto attraverso lo Sblocca Italia . Gli italiani che non sono direttamente coinvolti dagli oltraggi alla bellezza del territorio e del mare se ne staranno a casa, e il governo incasserà una vittoria a dispetto della partecipazione e della democrazia.

Del tutto coerente con un’idea di governo indifferente al crescere dell’astensionismo e alla diminuzione della partecipazione democratica e del resto la logica su cui si incardina il combinato disposto fra la riforma costituzionale e la riforma elettorale. Si decide meglio, si è più al passo coi tempi, se si riducono il luoghi e i tempi del confronto e della partecipazione democratica. Si vota. Non importa se in pochi o in tanti. E poi chi vince decide alleggerito dal confronto con le istituzioni democratiche e coi territori.

Dobbiamo fare al governo una grossa sorpresa, e impegnarci perché in tanti vadano a votare SI al referendum il 17 di aprile. Non è in gioco solo lo sfregio alla bellezza e alla vita di meraviglie della nostra terra e del nostro mare. È in gioco la stessa idea della democrazia e di sbattere in faccia a Renzi che il popolo è sovrano.

1 commenti:

  1. Gli italiani non direttamente coinvolti, sono gli stessi che per le vacanze estive cercano un MARE PULITO !

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