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venerdì 11 marzo 2016

SI,SONO SUO FIGLIO...

Pugno nello stomaco,
di quelli che fanno vomitare.
di quelli che dopo sputi denti e sangue.
“È morto”:
hai realizzato.
La tristezza non è mai stato un problema
hai imparato a conviverci.
Era l'assenza a lacerarti.
Lo scudo costruito intorno
ha cresciuto un adulto
nato quarantenne.

Ma se potessi abbracciarti
se per un momento potessi carezzare il tuo viso.
So che ti perderesti in una gioia infantile
ché  l'infanzia non hai mai saputo cosa fosse.
Hai dovuto imparare in fretta,
un sacco di cose.
Ed insegnarle
senza sapere come si insegnasse.
Dare esempi.
Tu che tu hai avuto quelli sbagliati.
Io, in fondo,
non sono che la tua continuazione in questo mondo.
E devo dirti che non ho mai avuto fretta
ma lentamente ho capito
che dopotutto la vita ci riserva solo cose
per le quali vale la pena di combattere.

Andrea  Mocera




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