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domenica 13 marzo 2016

Orlando ordina la pulizia dello ZEN: arriva la Boldrini

Laura Boldrini del ’61.
Si laurea nell’85 in giurisprudenza con una tesi sul diritto di cronaca. 
Nell’86 è iscritta all’ordine dei pubblicisti. 
Tra il febbraio '87 e l'agosto '88 fa la sua gavetta in  Rai  nel settore della produzione di programmi televisivi e radiofonici. Sposa un giornalista. 
Nell’89  si occupa  della produzione video e radio per quattro anni come addetta stampa della FAO.
Dal ‘93 al ‘98  portavoce e addetta stampa per l'Italia nel programma alimentare mondiale. Dal ‘98 al 2012  portavoce dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, nonché coordinatrice per le attività di informazione in Sud Europa. Responsabile dell'ufficio stampa italiano, capo redattore della rivista trimestrale Rifugiati. Riceve titoli e riconoscimenti tra i quali  il Premio giornalistico alla carriera Addetto stampa dell'anno del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (2009). Pubblica due libri: il denaro ricavato dalle vendite di uno  è destinato al campo profughi di Dadaab e quello dell’altro viene devoluto per borse di studio per ragazzi afgani giunti in Italia senza genitori.
Candidata come capolista di Sinistra Ecologia Libertà, dopo essere stata inclusa tra le ventitré persone nominate dalla segreteria del partito, viene eletta nel 2013 ed a sorpresa eletta Presidente della Camera dei deputati.
Nel gennaio 2014, in occasione del dibattito sul Decreto IMU-Bankitalia, si adegua subito ai meccanismi parlamentari ed applica un istituto, noto come "ghigliottina", contenuto nel regolamento del Senato ma mai applicato alla Camera che consente di interrompere il dibattito parlamentare e passare direttamente alle votazioni per evitare la decadenza del decreto stesso.
La sua biografia parla per lei. 
Oggi è in visita a Palermo.
Il popolo non si aspetta nulla da questa visita. E nulla avrà.
La nomenclatura regionale è in fibrillazione, così come i loro barbieri e parrucchieri.
Per farle vedere un pezzo di periferia è stato scelto lo Zen, noto quartiere dormitorio dimenticato da tutte le amministrazioni. E’ stato ripulito con la tecnica EXPO 2015: facciata pulita e dietro le quinte i problemi.
E’ passata la Pivetti… passerà anche lei.

Carlo Mocera


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