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venerdì 25 marzo 2016

Ma...sono per caso fotomontaggi?

Nella centralissima piazza Duomo di Milano si miete il grano?
Una scoperta per caso, le foto, ed un sobbalzo. Piazza Duomo sommersa dal grano da mietere invece che le colombe ed i turisti, all’ombra della sua celebre statua equestre!  Io avevo letto della scoperta del tunnel sotterraneo di sette stanze sotto il monumento, poi descritte come i “vani fondazionali”, non della mietitura!
Ed a seguire un’altra foto inusuale, il Parco del Valentino a Torino, lo storico antico parco lungo la sponda sinistra del Po tra i ponti monumentali Umberto I e Isabella, assunto a simbolo della città,  invaso dalla coltivazione delle patate.
Che ci fanno le patate a Torino? 
Nella foto successiva mi sono imbattuta nella Via dell’Impero a Roma con un fiorire di cavoli. Già, proprio cavoli!
Chiaro che la prima reazione è stata quella di dubitare della veridicità delle foto. Ma la didascalia mi metteva in allarme curiosità. E se non fossero state montature?
La storia mi apriva una pagina da esplorare. Tu la conosci?
Le foto non sono montature!
La storia del grano a Milano, delle patate a Torino e dei cavoli a Roma appartiene al periodo dell’agricoltura  “di sopravvivenza”, periodo  in cui i Governi incoraggiavano ad integrare la scarsezza del cibo dovuta alla guerra ed al razionamento al grido di “ nessun lembo di terra incolto” che permise di resistere alla fame per cinque anni. I cittadini coltivavano in qualunque appezzamento di terreno libero soprattutto ortaggi perché hanno un alto potere nutrizionale per sostituire carne, pasta e pane, si conservano per lunghi periodi, hanno proprietà medicinali ed in fondo sono facili da produrre.
Erano chiamati “orto di guerra”, diffusi durante la prima, ma soprattutto la seconda guerra mondiale,  e sono ancora quella lezione dell’ingegno quando deve affrontare una necessità.

Immaginare Piazza del Popolo a Roma e Piazza San Carlo a Torino invase si ortaggi sembra una irrealtà, eppure le foto dimostrano che “seminare ogni zolla” era un imperativo: un lembo di terreno non poteva rimanere incolto davanti alla miseria ed alle urgenze della fame.  A Milano nel 1942 si coltivavano così più di 10000 orti! Erano tantissimi, migliaia nei paesi europei, milioni negli Stati Uniti. Vuoi vedere che Barak e Michelle Obama con il loro orto biologico nel giardino della Casa Bianca, in fondo  ripetevano una lezione? La differenza sta nel motivo, oggi del mangiare sano ed ieri del sopravvivere alla fame.
Rimane la morale di una agricoltura domestica e sociale che ricorda oggi quanto si sia perso abbandonando i campi! Li ha persi la politica dei palazzi?
Quelle foto appartengono alla guerra e se anche rappresentano sofferenza, hanno pur sempre il gusto della vita.
Maria Frisella

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