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mercoledì 30 marzo 2016

La religiosità della Terra invece delle trivelle. E grazie per il quorum


Le trivelle non sono uno scherzo bensì una sorta di rivisitazione simbolica del martirio di santo Sebastiano. Lui, trafitto dalle frecce romane mentre è attaccato al palo come Prometeo alla roccia, è in estasi e non sente né dolore né teme la morte. La forza del pennello, dunque, eguaglia quella divina.

Ora, fate uno sforzo d'immaginazione e immaginate la Terra il sinonimo del santo che simbolicamente non urla né la disperazione dell'ingiustizia, né il dolore della tortura e dell'esecuzione mentre le trivelle sparse un po' dovunque, dissanguano il nostro [meraviglioso] pianeta. Gli occhi di Sebastiano rivolti al cielo alcune volte piangono altre volte si limitano ad attendere l'inevitabile fine che, per personificare il peggiore martirio possibile, non giunge né alla prima né alla seconda freccia mortale, ma dopo decine di perforazioni illustrate con la medesima inquietudine delle bandierine militari sulla carta geografica di uno scenario bellico.
Ma,  nessuna fede risolve in risultati così sovrumani. Mi chiedo se Giovanna d'Arco fu bruciata viva perché riemerse dalla morte dopo una ferita mortale o perché non seppe spiegare ai suoi inquisitori la fisica della rigenerazione? Allora, tanto per tornare al santo Sebastiano, anche se la spiegazione è metafisica, le fiamme e le frecce furono vere. Anche Gesù, che rigenerò il padiglione auricolare del soldato pilatoniano senza usare il collante universale Uhu - Uhu! per pelli legno plastica e vetro, poté rigenerarsi come invece miracolò sé e altri nel caso di ferite sanguinolente, dato che di fronte all'odio inscenato da quattro magistofori che gli spaccavano la pelle più velocemente del tempo necessario a rigenerarsi nella maniera che siamo stati abituati a vedere negli innumerevoli highlander che da Christopher Lambert al narrativo Dorian Gray hanno miracolosamente chiuso buchi, voragini, tagli ricostruito ossa e amputazioni da farci sognare la splendida condizione di poter vivere in salute per millenni, anche lui, il notorio figlio di Dio dovette aspettare tre giorni affinché la metafisica dell'energia vitale rimettesse a posto lo scempio che fu fatto del suo corpo (ma non della sua anima). Se tirate le somme a questi paradossi, la logica dovrebbe illuminarvi sul fatto che in croce non poteva avvenire la resurrezione e che lo strafamoso Dio perché mi hai abbandonato? decretava l'unica scelta di lasciarsi morire. E così Gesù fece, per l'ennesima volta, la volontà del padre suo, quello dell'eterna alleanza. Oggi, circa duemila anni dopo, l'artificio delle trame dei cosiddetti immortali si sviluppa lungo i labirinti scenografici dell'eterno conflitto tra il bene e il male. Duello sempre riproposto come il dogma più imperante nelle cose dell'uomo, dogma raccontato per esistere diabolico e contemporaneamente eroico vincitore della morte perché, così vogliono farci credere,  il bene vince sempre. Dunque, la dualità. Il bene e il male sono ovvi come la realtà di un foglio di carta, bidimensionale anche lui. Tuttavia, senza lo sforzo di immaginazione, senza un po' di indispensabile fantasia, è impossibile essere certi della inanità indolore del santo  raffigurato sanguinante e bucato come un colabrodo esattamente come i petrolieri fanno della crosta continentale e oceanica della terra che è un superorganismo scientificamente vivo e vitale.
Fatevene una ragione prima di decidere di votare no, perché laTerra in croce com'è, non potrà né salvarsi, né rigenerarsi. Dunque votiamo !

Grazie per il qurorum, marzo 2016

Marcello Scurria

3 commenti:

  1. Egregio Scurria,ma le pare? Per quanto attiene al suo scritto odierno,un interrogativo,che tentava di emergere da un bel po',irrompe al diapason..........ma de che?! Non sarebbe stato più semplice,più lineare e,quindi,molto più icastico e funzionale "limitarsi" a rappresentare al lettore il suo punto di vista sulle orride trivelle! Certo,l'ha presa alla larga! Quanto meno. In realtà,e' andato ben oltre. La sensazione,che pervade a fine lettura,e' quella di aver assistito ad un atto di....onanismo intellettuale. E mi sovviene,non Alberto da Giussano,ma 'u prufissurieddu 'i religgiuni( chiddu ca' fariedda,mischinu),quando ci metteva in guardia dal pericolo di sprofondare nelle tenebre della cecità.Ora,il pericolo e' che certe attività solitarie,pur se estrapolate dalla sfera fisica,possano egualmente danneggiare la vista. Intelligenti(?) pauca......Buona giornata."

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  2. Caro anonimo, io ci metto la faccia e la firma, non il ciufolo psico-onanista. E siccome questa Sicilia non è più bella né è ricca come la politica dei cucuzzari censiti dai petrolieri, mi dispiace, ma non sono d'accordo. In definitiva, ma non concludo, solo a produrre biogas dai RSU o ad alleggerire l'iter burocratico italiano/siciliano che per l'installazione di centrali elettriche sostenute da fonti alternative come il sole, la biomassa, il vento, il riciclaggio eccetera richiede il parere di venti enti, dicasi 20, credo che a farsi di onanismo sia il benvenuto anonimo che ha postato il suesposto commento. Quindi, grazie per il suo intervento, ma, seppure blindato come un supereroe, sappia che una centrale di biogas produce 4 volte il materiale fossile che viene estratto in data odierna dal Mediterraneo per inquinare o distruggere senza che il portafogli di un ipocrita di politico dichiari finalmente si dichiari un egoista senza religione.
    Grazie, Marcello Scurria.

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  3. e ancora, m'era sfuggito: la produzione di biogas metano, proprio quello della fermentazione anaerobica e della trasformazione dei RSU assicurano 180.000 posti di lavoro invece degli attuali 700 impegnati sulle piattaforme. Beh, caro anonimo, che aggiungere se non di votare SI' il 17 aprile e spodestare Renzi dai procuratori internazionali di guai. Non sarà mai capace di opporsi a qualsiasi follia di Donald Trump, per esempio. Che certo normale non è. E' solo un miliardario pazzo,molto malato, moltissimo pericoloso per gli altri.
    Grazie per l'attenzione Marcello Scurria

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