BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

domenica 13 marzo 2016

Il dramma invisibile delle donne migranti

Esiste un dramma poco conosciuto nella già difficile condizione dei richiedenti asilo che giungono in Europa.  Tra i disperati che fuggono dalle nostre guerre, le donne che viaggiano da sole o con figli piccoli, le ragazze adolescenti e le donne in gravidanza sono i soggetti più esposti a violenze di ogni tipo. E’ quanto emerge da un recente rapporto dell’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) realizzato assieme al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e la Women’s refugee Commission (WRC), una ONG impegnata nella difesa dei diritti delle profughe.


Nonostante l’inverno, gli sbarchi non sono diminuiti e solo nei primi mesi del 2016 sono già oltre 140mila i nuovi arrivi. In gennaio, più della metà dei profughi approdati in Grecia erano donne con figli piccoli e minori non accompagnati.

La maggior parte di loro, dopo aver attraversato lo stretto lembo di mare che separa la Turchia dalla Grecia, intraprende un difficile viaggio con mezzi di fortuna verso i Paesi del Nord Europa, attraverso quella che si conosce come la “rotta balcanica”.

E’ un percorso pericoloso, dove sempre più spesso i profughi subiscono furti, estorsioni ed aggressioni.

Lo studio – realizzato dalle Nazioni Unite a novembre dell’anno scorso in Grecia e nei Paesi dell’ex Jugoslavia –  ha messo in luce come le rifugiate durante il loro viaggio subiscano ogni tipo di violenze.

Non sono solo i trafficanti ad abusare della difficile condizione delle rifugiate.

Quelle che sono riuscite a raggiungere la Germania hanno raccontato di essere state picchiate dopo aver rifiutato le proposte sessuali delle guardie di confine ungheresi oppure di essere state costrette a travestirsi da uomo per evitare di essere violentate. Altre, infine, sono state spinte dal marito a prostituirsi per pagare il resto del viaggio.

Non esistono delle statistiche certe sul numero di donne che hanno subito questo genere di violenze.

 Susanne Höhne, psicoterapeuta tedesca che gestisce a Berlino un centro specializzato nel trattamento di migranti traumatizzate, afferma che quasi tutte le 44 donne in cura hanno subito violenza sessuale.

Le cause per cui questo fenomeno è ancora poco noto – rileva il rapporto dell’ONU –  sono da ricercare nella difficoltà per le vittime degli abusi a raccontare la propria esperienza. A meno che non siano costrette a recarsi in un ospedale, queste donne preferiscono continuare il loro viaggio e non denunciano le aggressioni subite.

0 commenti:

Posta un commento