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martedì 22 marzo 2016

Giornata mondiale della poesia.

Il 21 marzo si celebra la giornata mondiale della poesia. Ne approfitto per far conoscere il profilo di una voce delle Madonie che, purtroppo, pochi  conoscono: Maria Ermenegilda Fuxa.
Maria Fuxa nasce ad Alia in provincia di Palermo e, conseguito il diploma magistrale, inizia ad insegnare presso un istituto milanese. Si iscrive alla facoltà di pedagogia.  Studia pianoforte. Insomma tutto nella norma per una donna intelligente e curiosa dell’epoca.
Dopo il decesso dei suoi genitori  e qualche ricovero in diverse  cliniche psichiatriche viene ricoverata all’ospedale psichiatrico di  Palermo .
I quegli anni e fino alla sua chiusura la conosco perché mia madre, sua grande amica e confidente, lavora come infermiera psichiatrica presso il manicomio di Palermo.
Maria Fuxa  nei momenti, lunghissimi, di lucidità collabora come  archivista nella sezione donne dell’ospedale ove è ricoverata. Negli ultimi anni della sua vita si dedica intensamente alla poesia. Viene invitata a far parte della prestigiosa associazione Siciliana per le arti ( ASLA ) diretta da Ugo Zingales nella sezione cultura. Invitata a concorsi internazionali di poesia, ottiene molti riconoscimenti e premi: “Fede e Civiltà”, “Genialità e creatività”, “Salvatore Quasimodo”, “Donatello”. Al concorso “Giacomo Leopardi”, figura al primo posto.
Personalità sensibile formatasi presso la biblioteca nazionale immersa nei testi del Leopardi, Foscolo, Pascoli e tra i contemporanei Dino Campana ed Ungaretti.
Subisce i trattamenti curativi dell’epoca ma i continui Elettroshock, Shock Insulinici e l’uso continuo dei psicofarmaci,  non riescono a spegnere i tratti di una personalità che esce pura ed inattaccata dalle sue poesie. Nel 1980 pubblica il volume “Voce dei senza voce” che la fa conoscere al di fuori del ristretto cenacolo poetico. Per il solo merito delle sue poesie e nonostante la storia “ingombrante” molte associazioni ed accademie la vogliono come loro socia.
Denuncia con versi semplici e diretti i mali di una società dimentica degli ultimi e lo stato di abbandono dei pazienti psichiatrici.
Si spegne a  Palermo  il 23 luglio del 2004.

Carlo Mocera

Dov’è il mio io?

Mi sento senz’anima
e priva di corpo
Staccata da terra, da case
da vie, da muri…da tutti.
Mi aggiro in angosciosa
ricerca del mio io…
smarrito, strappato,
sepolto, incatenato?…Non so
non capisco…
E chi è costei che ha le sembianze
del volto che si trascina con me?…
( Maria Fuxa )






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