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giovedì 17 marzo 2016

Enrico Marra...

Uno spinnaker aperto...gonfio dal vento..che porta lontano o molto vicino dipende da: con quali occhi, dolori o gioie , passato o speranze di chi la legge..di chi crede che tutto ha sempre un senso, di chi pensa che nulla abbia importanza..e “niente ci fa”...che desolazione il “niente ci fa”.. Riccarda Balla.


Di Enrico Marra


sono un messaggero,
una linea netta per la morte,
il pazzo difensore di un eroe; 
un fucile puntato sotto il mento:
e corpo abbandonato sulla sabbia.
Ho determinato e difeso idee e terre,
un musico; imparava e portava parole
espresse con amore per uccidere paure.
Voci nelle orecchie come lacrime di fiducia 
e non volevo perdere le speranze e i sogni,
non mandarli via sui treni in corsa sui binari; 
ma cado nelle mie stesse braccia con grazia:
ho un condominio che fa riunioni nel cervello 
prego entrate pure tutti e in coda è così bello. 
Sono lamento, la cantilena del mio isolamento,
la mia chitarra vibra corde per la disperazione;
sobrio e lapidario senza bottiglia e calendario.
Ho bevuto il mio ultimo sogno e mentre urlavo
alla mia depressione la domanda che mi pone; 
avevo tutto nelle mani mentre lasciavo andare
mentre volavo verso il cielo ma non lo sapevo.
Ora non sò, sò che accendo e spengo la luce 
on off sull'interruttore curandomi i nervi tesi; 
non alzo più la gonna e piscio nei bar pieni 
di gente; sulle porte abbracciando tappeti.
Ti prego prendimi l'uccello con le parole
o con la lingua e le labbra umide di me.
Posso contare sulle mie allucinazioni,
avevo tutto il mondo nelle mie mani; 
mentre ti lasciavo andare lontana.
Sono io che gestivo i tuoi umori 
e non sapevo di te o dormivo,
ma ora so cazzo sei stata tu;
sei stata tu: mentre morivo.

2 commenti:

  1. dove abiti? In che citta vivi? Ciao Marcello Scurria

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  2. ...a parte il cittadino del mondo, immondo.

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