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giovedì 10 marzo 2016

Cosa si Prova

Due ragazzi, sullo sfondo di Roma uccidono un conoscente.
Si giustificano; chiariscono che ci tenevano a sapere che cosa si prova nel togliere la vita ad un'altro uomo.
Ma non lo fanno sparandogli, investendolo, no, lo fanno di ora in ora, torturandolo, perchè forse vogliono sapere anche altro.
Due Bravi ragazzi della Roma Aristocratica, quella che ci ha regalato Angelo Izzo, quella che vive ai Parioli, che frequenta i posti giusti, che studia, che ha una sana famiglia "normale" alle spalle.

Perfetti sulla carta, distorti nella vita reale, non in quella delle bancone di "mamma e papà", non in quella delle belle amicizie che gli trovano il giusto lavoro e la giusta retribuzione.

Quando questi fatti vengono alla luce, spesso si resta senza parole, perchè se ci vogliamo rifare allo stereotipo comune, ci aspettiamo che da certi quartieri escano fuori bravi ragazzi, istruiti, pieni di valori, di principi, ragazzi di grandi prospettive. Uomini e Donne sereni, perchè non hanno mai fatto i conti con le sconfitte della vita, hanno viaggiato in tutto il mondo, hanno avuto il motorino, la macchinetta, la macchina, sempre l'ultimo cellulare, l'armadio pieno di vestiti, sempre tutto in ordine.
Non si sono misurati con genitori che faticavano per arrivare a fine mese, che non potevano sempre dare ai loro figli tutto quanto, anche se avrebbero voluto.

Eppure qualcosa va storto e forse questi "Bravi" ragazzi credono che, la loro vita facile sia la norma, credono di essere i buoni del mondo, credono che i loro divertimenti siano la regola, che le loro pretese siano il giusto. Non si fanno i conti in tasca, pensando che se loro si possono permettere tutto, sono anche i responsabili della miseria di altri.
Ragazzi Vip, che giocano a fare gli idealisti, che giocano a fare gli "intellettuali di sinistra" con il culo degli altri.
Forse una vita talmente comoda che, poverini, devono trovare uno sfogo, e se non è la trovata "New Age" del momento può diventare allettante togliere la vita ad una persona.

Roma, purtroppo, sembra sempre incline ad ospitare questi strani personaggi, e spesso la giustizia non ha potuto nulla contro i loro orrori, anzi, sembrava impossibile dare delle pene esemplari.
Ed io lo capisco, perchè se sono figli di famiglie rispettabili allora, devono essere delle ragazzate, mentre se si parla di un normale contesto familiare dev'essere necessariamente il degrado sociale.
Se sei figlio di povera gente è inevitabile che tu faccia una certa fine, che tu sia addirittura invidioso degli sfarzi altrui, come la volpe che non arriva all'uva.

Io rispondo che la volpe l'uva non la mangia, perchè è carnivora, e sottolineo come ancora, nel 2016 bisogna veramente scadere in basso, per credere che le brave persone siedano in base alla loro classe sociale, come una banchetto Medievale.
Strano, la dignità, l'operosità, la combattività io nei ricchi non l'ho trovata mai, ma solo il disperato bisogno di far credere che dei loro soldi non gli importi nulla, quando senza quelli, non possono permettersi neanche amici veri.
Credo sia molto triste sapere di essere del freddo denaro, di potere tutto, solo sventolandolo e che tutta la propria persona sia stata creata solo per urlare disperatamente di essere quello che non si è.
Forse se gente simile accettasse semplicemente la sua mediocrità, potremmo risparmiarci uccisioni, ed anche, più semplicemente omuncoli che respirando rubano aria preziosa.

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