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sabato 19 marzo 2016

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Gli ingredienti per una pasqua diversa?
Pochi, bastano delle leccornie, dei bambini, un cuore grande così ed una professionalità nel curarli attenta al bisogno di allietarli in un momento delicato della loro piccola, ma già provata, vita.
E’ quello che hanno pensato le tre imprenditrici di una azienda dolciaria siciliana, l’Antico Torronificio delle Madonie,  ed il Dott. Nino Trizzino dirigente medico del reparto di Oncoematologia Pediatrica 
organizzando una visita delle imprenditrici al reparto per martedì 22 marzo destinata al regalo di un momento dolce ai piccoli ospiti.
Anna Maria Milazzo contattata, superando la ritrosia iniziale, ha accettato di rilasciare una breve dichiarazione di encomio per chi l’ha aiutata nell’iniziativa: Geraldina Piazza, Alessio Pepe, Vincenzo Di Salvo e Rosaria Colajanni. Assicurandoci che, nelle sue intenzioni, sarà un primo evento di una lunga serie.
Il dirigente  non è nuovo a tali, ammirevoli, iniziative e in questi giorni promuove il progetto «Spia»  attraverso il quale  l’Associazione siciliana per le immunodeficienze primitive «Spia» ha messo in vendita  delle uova con uno scopo altamente benefico: una raccolta di fondi da destinare alle attività del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Di Cristina, per il momento ospitato all’ Ospedale Civico.
“In cura abbiamo circa 150 bambini- afferma Nino Trizzino, dirigente medico dell’Unità operativa di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale dei Bambini e responsabile scientifico di “Spia” – cinquanta di loro hanno bisogno di accessi frequenti in ospedale, altri di visite più sporadiche”.
Riferendosi ad un piccolo paziente affetto da una malattia rarissima, aggiunge:-“Ne esistono solo 20 casi in tutto il mondo, di cui 15 in Australia e solo due in Italia- spiega il dirigente- sarebbero necessari molti più investimenti nella ricerca, invece sono veramente ridotti. Ecco perché “Spia” sostiene la ricerca”.

Non sarà per questi bimbi una pasqua felice, per questo c’è tempo, ma sicuramente un po più dolce.

Carlo Mocera


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