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venerdì 26 febbraio 2016

VENTI DI GUERRA SUL MEDITERRANEO.


Tra pochi giorni inizia l'operazione congiunta Usa-Italia con l’utilizzo di 11 hellfire armati.
L'Italia è in prima linea contro l'Isis, sale l'allerta terrorismo.
Congiuntamente il progetto di intervento a terra con 5mila soldati per spezzettare la Libia è sempre più concreto. La base di Sigonella, utilizzata dagli Stati Uniti dagli anni '50 in base ad accordi sottoscritti ta i due Paesi, a seguito dell'attentato di Bengasi del 2012:- “è stata richiesta per l’utilizzo di un rafforzamento in loco di mezzi americani per soddisfare le legittime esigenze di protezione dei cittadini statunitensi in Nord Africa, non solo in Libia” sostiene il nostro Ministro della difesa Pinotti.
Comunque, aggiunge, l’utilizzo della base è “di volta in volta discusso e autorizzato, in coerenza con le linee di politica estera e di difesa e con la strategia italiana che il governo ha più volte esplicitato al parlamento”.D’altronde, per la Libia, l’Italia “è parte attiva per una sua stabilizzazione che sia sostenibile e duratura nel pieno rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell'Onu”. Aggiungiamo noi che lo statuto della Regione Siciliana al comma 2 dell’articolo 31 riserva allo Stato questa facoltà di utilizzo del territorio siciliano.
Morale: se gli USA voglio e credono di utilizzare Sigonella per l’assistenza ai droni non è l’Italia ne tanto meno la Sicilia che possono opporsi.


Carlo Mocera 

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