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lunedì 15 febbraio 2016

Uno sguardo attonito alla dittatura del "mi piace"

Trovare di prima mattina la richiesta di mettere un "consenso positivo", ..tempo di leggere ed il pc un fisso del tipo panzer...si è spento..ancora si rifiuta di accendersi.

NON AVETE MESSO IL "PIACIATO"...Mettetelo!!
Ora intanto che "cacchio" di verbo è "Piaciato"...lasciamolo a Ridolini detto da lui aveva un senso ma scritto da imbecilli  sopratutto  se pensano di avere scritto un testo che inceneriscono tutti i testi precedenti.


Oggi la società non è più in grado di raccontarsi, ha rinunciato definitivamente ad una narrazione collettiva per rifugiarsi nella contabilizzazione dei “Mi piace” su facebook e all’accrescimento dei “followers”, cioè coloro che ti seguono sui social networks.

La rivoluzione digitale ha cambiato per sempre lo scenario pubblico e privato, creando spettri autistici che hanno perduto la categoria della “politica”, il senso di bene comune, la capacità di aggregarsi per uno scopo, per un ideale.

La società del guardarsi in faccia e del parlarsi dal vivo è tramontata, lasciando il posto alla comunicazione a distanza tramite dispositivi elettronici; il concetto di riservatezza è totalmente scolorito dalla forza della trasparenza che ci costringe a diffondere la pornografia di se stessi (“la trasparenza è la fine del desiderio”).

La folla non ha più né anima né spirito, il popolo non ha più né scopo né azione, perché siamo tutti in uno sciame che si muove nel mondo digitale, ma senza legami e senza socialità reale, bensì perfettamente soli in una solitudine esistenziale nella quale gli strumenti di comunicazione ottengono l’effetto paradossale di allontanarci dall’altro.

L’ozio, vero terreno fertile per l’immaginazione, per la creatività, per i sentimenti, è di fatto scomparso proprio perché viviamo sempre connessi e questa connessione permanente estende all’infinito il tempo del lavoro, che di fatto non si interrompe mai, nemmeno in vacanza.

Tutto ciò produce un autosfruttamento che – a differenza del vecchio sfruttamento capitalistico – è senza dominio, dove ciascuno è vittima di se stesso, vittima di uno scambio continuo e permanente di informazioni la cui sovrabbondanza provoca l’incapacità di poter elaborare le notizie in concetti, in idee, per cui inesorabilmente “l’eccesso di informazione porta all’atrofia del pensiero”.

Internet, con la sua portata dirompente, ha ridotto la massa a sciame digitale, cioè ad un assembramento instabile, occasionale, destinato a dissolversi con la medesima rapidità con la quale si forma, proprio perché si fonda sulla disgregazione individualistica.

Il dramma si consuma sotto i nostri occhi perché siamo divenuti senza accorgercene insetti dello sciame, insetti che non fanno massa critica, che non riescono più a mettere in discussione le pur deteriorate relazioni di potere che ci governano, e restiamo confinati alla sola possibilità di scagliarci contro singoli episodi, contro realtà e soggetti isolati, che possiamo criticare, insultare, dileggiare a piacimento, esponendole al pubblico ludibrio. Ma siamo ormai ontologicamente incapaci di trovare una vera identità collettiva, di coagulare una prospettiva comune, di esprimere un “Noi”.

Peggio: non siamo neppure più in grado di mettere in piedi forme stabili di organizzazione, realtà associative, partiti, luoghi di condivisione della socialità, ma solo forme volatili di avvicinamento temporaneo, come comitati e movimenti.

Oppure restiamo invischiati in cricche e camarille che tutelano con metodi mafiosi gli interessi personali ed economici dei singoli, occupando abusivamente il potere all’infinito e in costante guerra fra loro non già per un interesse pubblico che non esiste, per un interesse collettivo che non ha più ragion d’essere, bensì per l’occupazione del potere finalizzata ad elargire privilegi ai componenti della cricca.

Lo sciame digitale (del quale noi siamo gli insetti che ne fanno parte senza possibilità di poter opporre alcuna valida alternativa) ci ha inghiottito e la sua logica disgregatrice ha dissolto i legami sociali e sta realizzando la fine della Politica, il tramonto dell’arena pubblica che era il luogo di elezione per il confronto delle idee, per la conciliazione delle differenze di posizione, per lo svolgimento delle argomentazioni che fecondavano il pensiero.

La crisi dell’identità collettiva è certamente figlia della rivoluzione tecnologica, ma trasforma l’individuo profondamente, annichilendo la lucidità e costringendoci a vivere “nell’illusione della libertà”.

La dittatura digitale ha realizzato una rivoluzione culturale profonda contro la quale oggi è impossibile organizzare una reazione, se non quella minima della consapevolezza del dramma ovattato nel quale l’occidente è sprofondato, vittima della dicotomia infantile del “Mi piace” e del “Non mi piace”.

A quanto pare nelle alte menti intellettuali il problema è il "Piaciato"...poi chissenefrega se Renzi pensa bene di dare un ulteriore mazzata all industria  del turismo. Svende un po' del nostro mare, rivede al ribasso  le pensioni  di reversibilità,  ci obbliga  a salvare  le banche...ma che importa...che importa  il numero  dei suicidi per mancanza di lavoro. .che importa  se ogni giorno si teme che un'azienda chiuda. ..che interessa se altri rimarranno senza lavoro e fornitori con crediti in sospeso..che interessa se le Banche  ci portano via la casa senza colpo ferire.. non importa...mica è  ancora successo a me.Paghiamo gran parte degli esami clinici, bene  che goduria!!..Questo  è  l'italiano..finché non si vede levate le mutande i suoi pensieri sono rivolti al nulla..Ma continuando così mi sa che ben pochi avranno poi voglia di continuare nel "tanto mica è  toccato a me" ...Certo che Renzi e compagnia  mica trovano tanto ostruzionismo...Saranno loro a dire: vi è  piaciato a voi subire..


Il web è divenuta la nuova forma di alienazione dalla quale non si può sfuggire, la connessione globale che promette di liberare l’uomo dall’isolamento lo ha isolato definitivamente in una solitudine assoluta, dove gli stessi membri di una famiglia si parlano via cellulare da una camera all’altra, chattando piuttosto che guardandosi negli occhi, dove si va a cena con gli amici ma si continua a tavola a restare connessi e incollati al telefonino, a leggere le notifiche, i messaggi, gli sms, il rumore di fondo di un mondo che non comunica più niente, che ammucchia solo immagini, frasi isolate, briciole, bocconi di un discorso che non c’è più, perché le anime sono prigioniere della rete, connesse con un simulacro di umanità che non ha più nulla di umano.


Intanto non lo metterei a prescindere nemmeno per un senso di pietà proprio  per quel "Piaciato". . e poi se non è stato messo è perchè non "E' PIACIATO" semplice no...che ci vuole a capire!

Gerd e Riccarda

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